Milano terza città più inquinata al mondo. Vero o falso?

Milano terza città più inquinata al mondo. Vero o falso?

Milano terza città più inquinata al mondo. Nessuno ci crede o nessuno vuole crederci, e probabilmente non è così.

La notizia, che ha ispirato decine di titoli ovunque, all’estero, è uscita da una classifica privata della società svizzera IQ Air, società che vende depuratori d’aria. Domenica scorsa, per alcune ore, ha segnalato che i livelli di inquinamento nel capoluogo lombardo erano secondi solo a Dakka, in Bangladesh e a Lahore, in Pakistan.

Vero o non vero, e comunque la classifica di una società il cui business è sui depuratori deve essere presa con ogni beneficio del dubbio, il Nord Italia, soprattutto nella conca della Pianura Padana, resta la regione più pericolosamente inquinata d’Europa

Due articoli per aprire questo episodio di Ristretto Italiano. France Info titola: “Italia: terza città più inquinata al mondo; Milano è preoccupata e adotta misure severe” La capitale economica d’Italia soffre in particolare della sua collocazione geografica ma paga soprattutto le conseguenze della sua attività.

E se l’Agenzia Regionale dell’Ambiente della Lombardia è meno allarmista della società svizzera, i dati restano eclatanti. Dall’inizio dell’anno, per quasi un mese complessivamente, Milano è stata al di sopra dei limiti consentiti per le polveri sottili: fino a 30 volte sopra il limite nelle giornate peggiori.

La pianura padana è incastrata tra le montagne, l’aria non gira, e questo finale d’inverno che sembra primavera peggiora le cose poiché la pioggia è veramente rara.  Piemonte e Sicilia, estremo Nord e estremo sud, hanno già dichiarato entrambe lo stato di calamità per la siccità

E poi, sempre dalla Francia, c’è Geo, che titola “Il cielo è grigio anche quando non ci sono le nuvole: l’Italia sprofonda sotto una fitta nebbia di inquinamento”

Un servizio che rincara la dose denunciando che se Milano piange, il resto d’Italia non ride.

 

 

Spostandoci alla politica internazionale, Italia in prima fila nell’indignazione per la morte del dissidente russo Alexei Navalny. Scrive Der Spiegel, dalla Germania, che “l’ambasciatore russo in Italia è stato convocato alla Farnesina”. Adesso, commenta la redazione tedesca, anche il governo italiano aumenta la pressione su Mosca.

Rimanendo in Germania c’è un bell’articolo che la SudKurier dedica a “Quando gli immigrati arrivavano dall’Italia”

Dall’Austria, invece, dalla agenzia di stampa cattolica KathPresse apprendiamo una notizia che la Chiesa Italiana avrebbe preferito, forse, mantenere riservata e riguarda le prossime elezioni, sia locali sia europee.

Un allarme per i telespettatori italiani arriva dalla piattaforma di notizie di elettronica e TV, Advanced Television che titola “Italia: milioni di persone rischiano il blackout televisivo

A chiudere. Sempre parlando di televisione scopriamo quanto all’estero, come per noi con Sanremo, è importante l’Eurovision Song Contest. Ce ne rendiamo conto leggendo l’israeliano Euromix sull’attesa per il risultato della selezione alla Repubblica di San Marino. Scrivono che parteciperà anche Loredana Bertè la quale vorrebbe vincere per una sola ragione. Indovinate quale…

 

Buon ascolto della puntata