26 Feb Modello Albania: cominciato il processo europeo
Modello Albania sotto esame UE: reggerà alla Corte di Giustizia? Il banco di prova per l’esternalizzazione delle frontiere europee osservato con grande attenzione dalle capitali dell’Unione. Von Der Leyen resta convinta della bontà del progetto Meloni.
Papa Francesco tra speranza e speculazioni: Conclave in agguato. Cardinale Hollerich contro i colleghi: è terribile pensare al dopo mentre Francesco è ancora vivo. Intanto Bergoglio continua a lavorare dalla sua stanza al Gemelli e nomina nuovi cardinali.
Roma città del caos: Atac sotto esame per i servizi da incubo. Interviene l’Authority per obiettivi mancati e servizi scadenti. Puntualità e sicurezza non sono di casa nella città eterna.
Italia: il paradiso perduto? Turisti in fuga dalle tasse e dai divieti del 2025. E il grande affollamento previsto per l’Anno Santo potrebbe, alla fine, non essere così grande.
“Reggerà il modello Albania agli occhi della Corte di Giustizia Europea?” Come ci ricordava ieri TagesSchau, il principale telegiornale pubblico tedesco, la Corte di Giustizia Europea ha cominciato ieri mattina in Lussemburgo l’esame del ricorso italiano contro la prima sentenza del Tribunale di Roma che, a ottobre, negò la permanenza nei nuovissimi centri di detenzione albanesi di due migranti provenienti dal Bangladesh. Ricordate la questione dei Paesi di provenienza che devono essere considerati sicuri per i rimpatrianti?
Per la sentenza europea c’è ancora tempo, la conclusione è attesa per il dieci aprile. Intanto, come TagesSchau sottolinea, diversi altri Paesi della UE seguono con attenzione questo processo avendo piani simili. Se il governo italiano dovesse avere via libera sulla piena attuazione del progetto di delocalizzazione dei richiedenti asilo, molti altri Stati dell’Unione potrebbero seguire l’esempio. La stessa presidente Von Der Leyen ha raccomandato di imparare dall’esperienza italiana. Un’esperienza, quella albanese, da lei stessa definita ‘non banale’.
Il 2024 è stato l’anno in cui, con l’Europa che vira a destra, molte capitali hanno esercitato pressioni sempre maggiori contro gli immigrati. Un quinto degli irregolari presenti fino allo scorso anno nell’Unione sono stati rispediti ai Paesi di origine. Ora, con campi come quello in Albania, l’UE potrebbe almeno spostare in parte i suoi problemi verso Paesi extracomunitari. La Commissione peraltro dovrebbe presentare una nuova legge, più restrittiva, entro il prossimo mese.
Riferisce, sempre il TG tedesco, che il governo olandese, di estrema destra, sta valutando l’ipotesi di un centro di rimpatrio in Uganda mentre la Germania di Scholz, almeno fino a oggi, non vede nell’esternalizzazione delle procedure di asilo una soluzione. L’Albania per un Paese grande e a forte immigrazione come la Germania non può essere la soluzione; del resto il premier albanese Edi Rama ha già detto che la sua disponibilità vale solo per l’Italia.
Per copiare il modello italiano gli altri governi europei dovrebbero trovare altri paesi terzi sicuri e questo non è facile. Sempre nell’attesa che la Corte del Lussemburgo ci dica se l’Italia è adatta come prototipo.
Il Papa malato. “E’ terribile che sacerdoti, vescovi, cardinali e religiosi pensino al conclave, e ci lavorino già, mentre il Papa è ancora in vita”. Parole queste del cardinale lussemburghese Jean-Claude Hollerich riportate ieri dal notiziario dello svizzero Bluewin, con le quali biasima i suoi colleghi porporati che guardano in modo troppo interessato a un futuro che, peraltro, si spera ancora lontano.
Ciononostante restano numerosi i quotidiani, soprattutto inglesi, che si esercitano nelle previsioni sul dopo. Ieri vi citano i nomi di quattro papabili citati dall’Independent. Tra essi anche il cardinale americano Raymond Burke che da molti anni è il maggiore oppositore di Papa Francesco. E oggi è il londinese Daily Mail a dedicargli un lungo servizio dal titolo “Chi è il cardinale nato nel Wisconsin che potrebbe diventare il primo Papa americano”.
Francesco intanto, dalla sua stanza del Gemelli, ieri sembrava dare segni di ripresa, come riportava Reuters in un lancio dal titolo “Papa Francesco malato tiene riunioni di lavoro in ospedale”
Tornando alla banalità della nostra vita quotidiana è sempre Reuters ad annunciare che l’Authority garante della Concorrenza e dei Diritti dei Consumatori italiana ha avviato un’inchiesta sull’Atac per il pessimo servizio reso ai romani.
Il grande affollamento turistico atteso per il 2025 in Ialia, complice il Giubileo, potrebbe alla fine non essere poi così grande.
Almeno secondo lo storico quotidiano israeliano Ma’ariv che titola “L’Italia contro i turisti: ecco le restrizioni che rovineranno la tua vacanza nel 2025”
E a rincarare la dose ieri il tabloid inglese Express è tornato sulla, come da titolo, “Peggiore città di mare d’Europa dove è meglio non fare il bagno”.
La bocca ce la rifacciamo col Telegraph, sempre da Londra, che elenca i “10 piatti iconici che devi provare in Italia”.
Gnam. E a domani