Ogni Papa è Italiano

Ogni Papa è Italiano

 

Il prossimo sarà un Papa italiano, ovunque sia nato. Il ruolo dell’italianità nella guida della Chiesa cattolica.  Anche i cardinali stranieri, una volta immersi nella realtà vaticana, finiscono per adottare le strategia di Roma.

Pizzaballa, l’outsider fra i papabili. Apprezzato per la sua esperienza in Medio Oriente, paga però la distanza fisica dai giochi di potere romani. Anche la giovane età può essere un ostacolo.

Napoli, famiglia israeliana cacciata dal ristorante: sionisti non benvenuti. Un caso che esaspera un clima già avvelenato.

Toscana, boom del turismo geotermico. Numeri record per il museo di Larderello, il parco delle Biancane e quello delle fumarole. Ci sono andati anche Carlo e Camilla.

Italia. Torna la stretta sui nomi dei bambini. Disposizioni agli ufficiali di stato civile di rifiutare nomi di genere ambiguo, nomi stranieri, ispirati a personaggi di fantasia o a marchi commerciali.

 

 

 

 

Dacci oggi la nostra apertura quotidiana sul conclave. Il prossimo Papa sarà italiano. A prescindere. Anche se nato dall’altra parte del mondo, un Papa per il solo fatto di assumere il ruolo di capo della Chiesa Cattolica, diventa italiano.

Ne scrivono oggi, in due interessanti articoli, sia Bloomberg, da New York, sia il Deccan Herald, diffuso e stimato quotidiano indiano dello stato del Karnataka.

Comincio da quest’ultimo che titola “Il Papa sarà italiano, ovunque sia nato”. Un articolo che sottolinea come nonostante la progressiva globalizzazione della Chiesa e la crescente possibilità che il prossimo Pontefice non sia italiano di nascita, chiunque venga eletto dovrà comunque diventare italiano per potere guidare la Chiesa universale.

Se escludiamo gli ultimi tre eletti, uno polacco, uno tedesco e uno argentino, e se escludiamo il breve periodo Avignonese, i Papi sono sempre stati sostanzialmente italiani. Lo stesso ruolo è profondamente radicato nella cultura, nelle istituzioni e nelle dinamiche italiane dato che il Vaticano si trova a Roma e gran parte della Curia e delle strutture di governo ecclesistatico sono storicamente italiane.

Questo il Deccan Herald. Passando invece a Bloomberg, sotto un titolo del tutto simile “Il Papa è sempre Italiano, ovunque nasca” l’autore sottolinea come il conclave stesso, con la sua ritualità, i suoi equilibri, le sue trattative, si svolge secondo uno stile che richiama la politica e le diplomazie tipiche dell’Italia.

Un pezzo che sottolinea come la Curia romana, la burocrazia della Santa Sede e la vita quotidiana in Vaticano siano ancora dominati da una italianità che influenza decisioni, relazioni e persino la percezione internazionale della Chiesa. Anche i cardinali stranieri, una volta immersi nell’ambiente vaticano, finiscono spesso per pensare e adottare strategie tipiche italiane.

 

 

 

 

Chiudiamo la sezione pontificia, per oggi, con il New York Times che il suo articolo lo dedica a Pierbattista Pizzaballa, un pezzo intitolato “Perchè l’Italiano che guida la Chiesa di Gerusalemme è un candidato a Papa”

Rimaniamo dalle parti di Terrasanta, almeno idealmente, ma per parlare di una squallida notizia di cronaca, registrata a Napoli, ma che ha fatto molto rumore in tutto Israele. Nel scrivono oggi molte testate dallo stato ebraico. Scegliamo fra tutti il Jerusalem Post che titola “Sionisti non benvenuti: famiglia israeliana cacciata da un ristorante di Napoli”

Sempre cronaca. Dall’inglese The Guardian: “Cominciate al largo della Sicilia le operazioni di recupero del superyacht di Mike Linch”

Cambiando argomento. Dal sito turco Jeotermal Haberler apprendiamo che  “In Italia il turismo georgico ha attirato oltre 60mila visitatori nel 2024”

Ricordate i racconti dei nonni e dei bisnonni quando rievocavano che durante il ventennio quando si andava all’anagrafe a registrare un figlio tanti nomi venivano rifiutati? Se vi consola ci stiamo tornando. Riferisce infatti il quotidiano turco Yenicag che “L’Italia sta inasprendo le norme sui nomi dei bambini. Nonostante i limiti della creatività, la black List si sta allungando”.

Buon ascolto, come sempre, e appuntamento a domani