06 Feb Olimpiadi nella nuova guerra fredda
Olimpiadi nella nuova guerra fredda. Milano-Cortina apre i Giochi… e il fronte cibernetico. Mentre si accendono i riflettori sulle piste, Roma rivendica di avere sventato in tempo una serie di attacchi russi contro i siti olimpici.
Cecchini del weekend a Sarajevo: primo indagato per i viaggi in Bosnia a sparare sui civili. Si tratta di un ex camionista ottantenne di Pordenone. Verificati dai ROS i suoi viaggi in zona di quegli anni.
Morire nel deserto o morire in mare. La tragica scelta dei profughi diretti in Italia sotto la minaccia delle squadracce tunisine. Seconda puntata della terribile inchiesta dello spagnolo El Pais.
La campana che suona a Sanremo, ma il Festival non c’entra. Polemica contro la decisione del vescovo locale di suonare ogni sera alle venti una campana per riflettere sui bambini vittime di aborto
Ascolta qui il podcast quotidiano di Ristretto Italiano con le notizie essenziali di oggi, dal gelo di Milano-Cortina ai mari caldissimi davanti alla Tunisia.
Nel giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi invernali, l’apertura di Milano-Cortina si intreccia con la geopolitica e con la sicurezza digitale: Roma rivendica di avere sventato una serie di cyber-attacchi di presunta origine russa contro siti legati ai Giochi e strutture istituzionali. A incorniciare il quadro internazionale sono gli approfondimenti del britannico The Guardian, dello svizzero Le Temps, dei francesi France Info e Le Monde, oltre al Financial Times e al canadese RDS, che leggono la tenuta cibernetica italiana come un test della affidabilità del Paese dentro l’architettura di sicurezza occidentale.
Sul fronte della memoria delle guerre balcaniche, c’è un primo indagato italiano nell’inchiesta milanese sui “cecchini del weekend” a Sarajevo: un ottantenne ex camionista del Pordenonese, convocato per omicidio volontario plurimo per aver partecipato ai presunti “safari umani” durante l’assedio, come ricostruisce il portale turco Ekonomim e come approfondisce anche France 24.
Nel Mediterraneo, l’inchiesta di El País parla di “caza al migrante” in Tunisia dopo la morte di circa mille persone in mare, mentre ONG italiane denunciano partenze forzate sotto la tempesta e un sistema di esternalizzazione dei confini in cui Roma, con l’appoggio di Bruxelles, continua a finanziare Tunisi perché “non partano”, chiudendo spesso gli occhi su diritti e responsabilità.
Infine, dalla Francia Le Figaro racconta la polemica sulla “campana dei bambini mai nati” di Sanremo: ogni sera alle 20 la diocesi fa suonare una campana in memoria dei non nati a causa dell’aborto, iniziativa che il vescovo Antonio Suetta definisce preghiera e risveglio delle coscienze, ma che attiviste, amministratori e parte del mondo cattolico leggono come pressione simbolica e giudizio sulle scelte delle donne.
Ci sentiamo lunedì, dopo il weekend, con un nuovo Ristretto Italiano.