24 Gen Papa e Meloni: su Trump la prima vera frattura
Frattura Papa Meloni su Donald Trump. Contrasti tra la Santa Sede e il governo italiano sulla gestione del secondo mandato di Trump, con il Pontefice che critica le politiche migratorie del nuovo presidente.
E continuano le analisi della stampa estera sul nuovo asse Meloni-Trump. Questioni centrali, ma scivolose, l’affare Starlink e il dovere da parte della nostra premier di proteggere le centinaia di migliaia di piccoli esportatori italiani.
La 500 elettrica che si guida da sola: il futuro del car sharing è già in strada! A Brescia il primo passo verso l’autonomia, lasciando i tassisti senza lavoro.
Mafia e giochi da tavolo: quando il Monopoli incontra la malavita. La protesta italiana contro il nuovo gioco incentrato sulle guerre fra clan.
“Il Papa e la premier italiana si scontrano su Donald Trump” E’ stato questo titolo dell’inglese Economist a farci decidere di dedicargli l’apertura del nostro podcast quotidiano, anche se poi, andando a leggere, non è che i due leader, entrambi con sede a Roma, si siano realmente mai scontrati. E’ un articolo che, più semplicemente, sottolinea la differenza di approccio del governo italiano e della Santa Sede alla gestione del secondo mandato di Trump.
“Da Roma giungono segnali contrastanti alla nuova amministrazione americana – attacca l’articolo – e alcuni portano con sé un sentore di incenso. Mentre il primo ministro italiano stava decollando con destinazione Washington per dare un ennesimo tributo al nuovo inquilino della Casa Bianca, un leader dall’altra parte del Tevere stava esprimendo una netta disapprovazione per i loro piani”
E qui il riferimento è alla nuova intervista che Papa Francesco ha concesso a Fabio Fazio, conversazione durante la quale il Pontefice ha descritto il tanto decantato piano per le deportazioni di massa degli immigrati clandestini come una disgrazia. E attenti – chiosa il settimanale londinese – benché qui il termine disgrazia sia spesso tradotto con “disgrace”, vergogna, la parola in italiano, ha un significato più forte, molto più vicino a tragedia.
L’immigrazione – spiega ancora l’Economist – è un argomento delicato per il Pontefice, i suoi stessi nonni emigrarono dall’Italia in Argentina. E quella con Fazio non è stata la prima volta in cui il Papa non si sottraeva a scontarsi con la nuova amministrazione: appena il 6 gennaio scorso, infatti, ha promosso il vescovo di San Diego, Robert McElory, a arcivescovo di Washington e così facendo ha piazzato sull’uscio di casa di Trump uno dei più ferventi difensori degli immigrati americani. Già durante il primo mandato di Trump, lo stesso McElroy aveva avuto modo di dire “dobbiamo stroncare coloro che vorrebbero mandare truppe nelle nostre strade per deportare gli immigrati clandestini, per strappare madri e padri alle loro famiglie”
Nessuno scontro diretto con la Meloni quindi, almeno per ora, come lasciava presupporre il titolo. Ma certo le due strade che si aprono davanti loro sono destinate a dirigersi verso obiettivi sempre più distanti.
Nel frattempo non si fermano le analisi della stampa estera sul futuro dell’Italia a guida Meloni nella nuova geografia del potere internazionale. Dall’Australia la rivista di geopolitica The Conversation titola “Tra Trumpismo e UE: Giorgia Meloni e il cammino dell’Italia”.
E per finire sull’argomento “Che cosa vorrà fare la Meloni con Trump” ecco l’analisi della piattaforma olandese Wynia’s Week che titola “Giorgia Meloni non aspetta che sia l’Unione Europea a proteggere l’Italia dai dazi d’importazione americani”
Sulla stampa estera, oggi, ancora una quantità di articoli sul signore della guerra libico arrestato e poi lasciato andare, anzi accompagnato a casa con tante scuse dall’Italia. Come NU, dall’Olanda, che titola “La Corte penale internazionale vuole sapere perchè l’Italia ha lasciato andare il sospetto libico”
Due brevi di scienza e tecnologia, ora.
Reuters: “L’Italia testa un veicolo a guida autonoma nel progetto pilota di car sharing”.
A chiudere la protesta che nasce dall’Italia contro, come scrive The Guardian, “Il gioco da tavolo tedesco basato sue guerre di mafia in Sicilia”
Sentite un po’ voi stessi. E appuntamento a lunedì. Buon week end