14 Mag Referendum invisibili. Parola d’ordine: farli fallire.
Referendum invisibili. Cinque quesiti a rischio quorum e il governo invita gli elettori a non votare. Di certo manca un’informazione adeguata ai cittadini.
Italia e Danimarca contro la Corte Europea dei Diritti Umani. Lettera congiunta al partner dell’Unione per limitare il potere dei giudici di Strasburgo. Troppi permissivi – dicono – su asilo e immigrazione
Reuters denuncia: da Eni gas russo alla Turchia nonostante gli embarghi.
Scandalo social travolge il fratello maggiore del Papa per i post razzisti e omofobi degli scorsi anni. Ma io e mio fratello bob – ha detto – siamo diversi su tante cose.
Italia regina del turismo: nel 2024 più visitatori che abitanti con sessanta milioni di ingressi nei siti culturali.
Referendum invisibili
Partiamo oggi dalla Francia con l’Opinion che titola “Il governo fa campagna… per l’astensione nei referendum” Sottotitolo: l’8 e il 9 giugno saranno organizzate nella penisola cinque consultazioni, il governo Meloni intende sconfiggerli invitando apertamente gli elettori a stare a casa.
Due quesiti sulla disciplina dei licenziamenti, uno sulla tutela dei lavoratori precari, uno sulla reintroduzione della responsabilità penale degli imprenditori in caso di incidenti sul lavoro, uno sulla riduzione da dieci a cinque anni del periodo di residenza richiesto agli stranieri non UE per ottenere la cittadinanza.
Ecco. Secondo l’articolo francese – e non solo secondo lui – più di un esponente di governo sta conducendo una campagna esplicita per l’astensione con l’obiettivo di fare fallire i referendum non raggiungendo il quorum, ovvero il limite di partecipazione minima affinché la consultazione sia considerata valida.
C’è Tajani che sostiene che non votare è una scelta politicamente legittima e non necessariamente un segno di disinteresse aggiungendo che il diritto all’astensione nei referendum abrogativi è riconosciuto in Costituzione; affermazione quest’ultima che se l’articolo 75 della costituzione lo vai a leggere ti rendi conto che è un poco tirata per i capelli.
Tornando all’articolo francese dal quale siamo partiti, l’Opinion sottolinea come, nei fatti, gli Italiani si trovino davanti al tentativo del proprio governo di soffocare per mancanza di informazione una scelta democratica. Meglio sarebbe se il governo, da Meloni in giù, accettasse di confrontarsi apertamente sui contenuti dei quesiti referendari.
Rimanendo sulle questioni di governo Euractiv, dalla Francia, ci informa che “Danimarca e Italia chiedono sostegno agli altri Paesi dell’Unione per frenare la Corte Europea dei diritti umani”.
Da Reuters intanto apprendiamo che, nonostante gli embarghi, “L’Eni ha consegnato gas russo alla Turchia lo scorso anno”
Col Papa oggi non ci abbiamo aperto ma la notizia che, pur se di striscio, riguarda il nostro Leone c’è.. E la riporta un giornale con il Guardian. Titolo: “I post antidemocratici e anti-trans di un fratello di Papa Leone su Facebook suscitando scalpore”.
Parlare di Italia senza parlare di turismo è impossibile. Ecco che da una qualità di testate tedesche, e anche da qualcuna olandese e belga, arriva la notizia che, come scrive Echo on Line dalla Germania, “L’Italia ha più turisti che abitanti”.
Buon ascolto a tutti. E a domani.