Riportiamo a casa Cecilia

Riportiamo a casa Cecilia

 

Arrestata per ritorsione. Articoli da tutto il mondo sulla detenzione, nel famigerato carcere iraniano di Evin, della corrispondente di guerra del Foglio Cecilia Sala. E’ stata prelevata in albergo, nonostante in possesso di un visto giornalistico, dopo l’arresto a Milano di un presunto trafficante di armi italiano.

Si moltiplicano, intanto, gli attacchi hacker a strutture di comunicazione italiane da parte di un gruppo filorusso che rivendica le azioni su Telegram.

Il Papa e le porte sante. Ha sorpreso anche gli osservatori stranieri la decisione a sorpresa di Francesco di recarsi nel carcere romano di Rebibbia.

In partenza dopodomani, a Milano, il divieto di fumo praticamente totale. Altre città europee sul punto di adottare provvedimenti simili.

Agrume raro e prezioso, coltivato quasi esclusivamente in Calabria, il Bergamotto si prepara a un rilancio in grande stile

 

 

Cecilia Sala è il nome più citato, oggi, dalla stampa estera quando scrive di Italia. Cecilia Sala, come molti già sanno, è la giovane giornalista italiana arrestata in Iran senza un motivo chiaro; e del lavorio diplomatico in corso per poterla riportare in Italia stanno scrivendo un po’ tutti.

Come Reuters che titola “Il caso della giornalista italiana detenuta in Iran è complicato”

O Financial Times: “Giornalista italiana arrestata in Iran e detenuta nella famigerata prigione di Evin”

ancora Euronews: “L’Italia sta negoziando con l’Iran per ottenere il rilascio della giornalista Cecilia Sala”

Politico: “Arrestata giornalista italiana in Iran”

Il Guardian: “Arresto di una giornalista italiana in Iran: si presume sia una rappresaglia per la detenzione di un presunto trafficante d’armi”

Prendiamo questo, forse il più completo tra gli articoli finora citati, che spiega come la giovane Italiana di 29 anni sia stata prelevata in albergo e portata in carcere a Teheran tre giorni dopo che gli Stati Uniti avevano emesso un mandato per arrestare un imprenditore svizzero-italiano in Italia. Quindi una rappresaglia dal momento che la giornalista era entrata in Iran a inizio mese con un visto giornalistico. E che il presunto terrorista era stato effettivamente arrestato, sebbene su richiesta degli americani, a Milano Malpensa.

Corrispondente di guerra, la Sala lavora per il quotidiano il Foglio e per la società di podcast Chora Media.

Purtroppo il governo iraniano – ha affermato un portavoce della Casa Bianca – continua a detenere ingiustamente cittadini di altri Paesi usandoli spesso come leva politica. E i giornalisti, oltretutto, che svolgono un lavoro cruciale nella salvaguardia dell’informazione e della democrazia, spesso in condizioni pericolose, dovrebbero essere protetti dai governi”

Mohamed Abedini Najafabadi, l’uomo arrestato a Milano, è accusato dagli Stati Uniti di esportazione illegale, in violazione delle sanzioni, di dispositivi elettronici da installare sui droni, due dei quali sono stati utilizzati per un attacco mortale in Giordania.

E il nostro ministro degli Esteri, Tajani, che sta concludendo le trattative per riportare a casa la Sala ha affermato che l’uomo, benché detenuto, viene trattato con tutte le garanzie del caso.

Cecilia Sala, conclude il Guardian, ha quasi mezzo milione di follower ed è ospite fissa in molti talk show italiani. Oltre che di Iran si è recentemente occupata di Afganistan, Venezuela, Ucraina, Israele e Palestina

 

 

Per rimanere sui delicati rapporti internazionali che ci riguardano, anche dall’estero si è scritto, in questi ultimi giorni, degli “Attacchi hacker filo russi” che hanno riguardato aeroporti, sistemi di trasporto e addirittura i computer della Farnesina, il Ministero degli esteri. Come racconta il tedesco Zeit On Line.

E non si risparmiano, nemmeno dall’estero, i servizi e gli articoli sulle porte sante che ogni giorni il Papa va a aprire a Roma. In particolare ha colpito la decisione di Francesco di entrare, per questo, nel carcere di Rebibbia.

Titola NU, giornale olandese: “Papa Francesco apre la porta santa in una delle carceri più grandi d’Italia”.

Altri articoli che parlando di cose italiane. La tedesca Die Welt con “Milano impone il divieto di fumare all’aperto”.

E per finire dal Canada la rete televisiva CBC dedica un servizio alla “Fragile rinascita del bergamotto nel sud Italia”.

 

Tutto, e anche di più, lo potete ascoltare nel podcast di oggi. Non perdetelo.