Ristretto Italiano – 1 luglio 2022

Ristretto Italiano – 1 luglio 2022

Mario Draghi e la missione impossibile di salvare per una seconda volta l’Italia dall’insolvenza. Ecco le tre ragioni che mettono in crisi il populismo in Italia. La mancata estradizione dei brigatisti italiani: Macron è con noi e pensa di ricorrere in appello.

Riuscirà Super Mario a salvare l’Italia, per una seconda volta, dall’insolvenza? Se lo chiede, con una lunga disamina di ciò che è successo in Europa nell’ultimo decennio, il giornale finanziario israeliano Funder.  Nel 2012 – leggo – l’attuale premier italiano, riuscì a guadagnare tempo facendo acquistare alla BCE, di cui era capo, una quantità massiccia di titoli di stato sul libero mercato, azzerando di fatto i tassi. Ma solo quando arriva la bassa marea, come diceva Warren Buffet, puoi accorgerti se chi è in acqua aveva il costume. E ora che la stagione del bazooka è finita, e le obbligazioni salgono, si scopre che le vergogne dell’Italia sono a malapena coperte da un perizoma. Tutto questo per dire che con un debito del 150 per cento, e un Paese che entra in recessione, anche il genio Draghi si trova di fronte a una missione proprio difficile. L’Italia è in bilico, le riforme fatte non bastano e anche i miliardi del PNRR potrebbero non bastare.

https://www.funder.co.il/article/135973

E l’abbandono imprevisto da parte di Draghi al vertice Nato di Madrid non è passato inosservato alla stampa estera. Da Istanbul Gazete Duvar da per scontata una crisi di governo nel nostro Paese causa divergenze, sulla crisi Ucraina, con il Movimento Cinque Stelle. 

https://www.gazeteduvar.com.tr/italyada-hukumet-krizi-draghi-nato-zirvesinden-erken-ayrildi-haber-1571573

Tre ragioni per cui il populismo è in crisi in Italia. Prova a elencarle da Zurigo la Neue (Noie) Zurcher Zeitung che dai partiti populisti in crisi esclude, comunque, Fratelli d’Italia. Prima ragione: la partecipazione al governo penalizza Lega e 5Stelle che vedono sbiadire il loro ruolo di partiti di protesta. A differenza della Svizzera – continua l’articolo – in Italia è più difficile essere di lotta e di governo; in Italia i referendum sono più difficili da attivare e comunque gli ultimi sulla giustizia voluti da Salvini per il leader leghista sono stati un fallimento. E ancora in Italia c’è il fattore Draghi, un capo di governo molto popolare, sobrio, in grado di rendere evidenti i populismi per quel che sono. Il dislivello fra lui da una parte, e Salvini e Conte dall’altra è impietoso. E poi il fattore Europa. Fino a che Draghi sarà in grado di fare le riforme i rubinetti degli aiuti alla ricostruzione restano aperti e anche per questo allontanarsi dalla maggioranza, e dalle poltrone a Palazzo Chigi, può non convenire.

https://www.nzz.ch/international/lega-und-cinque-stelle-am-boden-wars-das-mit-dem-populismus-in-italien-ld.1691012

Il giorno dopo il rifiuto all’estradizione dei brigatisti da quarant’anni rifugiati in Francia, da Parigi interviene Emmanuel Macron, come riferisce Le Figaro. Il presidente francese ha riconosciuto al nostro Paese il diritto di processare i protagonisti della drammatica stagione dei cosiddetti anni di piombo. Vedremo se contro questa sentenza d’Appello sia possibile ricorrere in Cassazione – ha aggiunto – confermando l’adesione alla ormai storica dottrina Mitterrand solo per l’estradizione di persone non coinvolte in crimini di sangue. 

https://www.lefigaro.fr/flash-actu/emmanuel-macron-reaffirme-son-souhait-que-les-ex-militants-italiens-soient-juges-en-italie-20220630

A meno che non si agisca in fretta contro il cambiamento climatico, le Alpi innevate saranno un ricordo lontano. Lo scrive da Londra The Guardian segnalando che in Piemonte non solo non piove da quattro mesi ma anche le nevicate sono state di un terzo rispetto alla media. Ergo il fiume Po non ha potuto godere nemmeno di un normale disgelo. Secondo uno studio pubblicato su Hydrology and Earth System Science – continua il quotidiano britannico – il numero di giorni di neve sulle alpi si dimezzerà entro il 2100 se le emissioni rimarranno ai livelli attuali. Le montagne a 2500 metri perderanno 76 giorni di neve – quasi tre mesi – mentre a quote più basse la neve probabilmente scomparirà. E con lei anche le riserve di acqua a valle. In conclusione – sempre secondo lo studio citato – se si riuscisse a rispettare gli accordi di Parigi il trend potrebbe ancora essere invertito. L’attuale secca del Po è un chiaro avvertimento

https://www.lefigaro.fr/flash-actu/emmanuel-macron-reaffirme-son-souhait-que-les-ex-militants-italiens-soient-juges-en-italie-20220630

Dalla Germania la Soester Anzeiger elenca, a uso dei turisti in partenza per lo stivale, le cinque cose da non fare in Italia, quelle per le quali potresti essere multato anche se a te, tedesco, sembrano innocenti. Primo: non magiare panini, pizze o altro seduti davanti ai monumenti e sulle scalinate dei centri storici; non bere in pubblico tra le dieci di sera e le sette del mattino. Ancora vietatissimo rinfrescarsi nelle fontane, animali compresi. No a sedersi sui gradini di Piazza di Spagna sui quali è vietato anche trascinare i trolley. E poi attenzione alle quattro ruote: pneumatici invernali montati d’estate possono portare multe dai 419 ai 1682 euro oltre al fermo della vettura. Tutto questo, naturalmente, vale anche per noi …

https://www.soester-anzeiger.de/leben/reise/italien-urlaub-verboten-reise-regeln-rom-staedtetrip-vorschriften-spanische-treppe-zr-91639999.html