Ristretto Italiano – 11 marzo 2022

Ristretto Italiano – 11 marzo 2022

Sarà veramente di Putin? Curiosità al posto di Marina di Carrara per un panfilo misterioso. Non sarà estradato il regista russo arrestato a Napoli prima di Natale. Auto elettrico: i arrivo bonus fino a 6mila euro per i nuovi acquisti. La parità di genere e la scwa: un dibattito che gli stranieri non capiscono.

Nel porto di Marina di Carrara, in Toscana, è da tempo ormeggiato un panfilo di lusso da un miliardo di dollari, o poco meno, con due piattaforme per elicotteri, una piscina con copertura a scomparsa capace di trasformarsi in una grande pista da ballo, una palestra superaccessoriata e infissi dorati del bagno. Vox populi vuole che appartenga a Vladimir Putin, anzi, i locali lo chiamano proprio lo yacht di Putin. Per tutta risposta – come racconta l’australiano The New Daily – il capitano ha chiesto di innalzare sul molo un’alta barriera metallica per proteggerlo dagli occhi indiscreti. Fino a che, come sempre raccontano le cronache, due uomini in abito scuro sono saliti a bordo per farsi mostrare le carte? E’ del Presidente russo per davvero? Chi lo sa… Di certo i sequestri di beni in Italia appartenenti ai Paperoni russi ammontano già a circa 200 milioni di dollari.

https://thenewdaily.com.au/news/2022/03/09/vladimir-putin-yacht-speculation/

Ricordate la vicenda dell’artista d’opera ucraino, Yevhen Lavrenchuck, arrestato a Napoli prima di Natale su richiesta di Mosca, rimasto in cella a Poggioreale per due mesi e poi agli arresti domiciliari? Ne riparla da Londra il Guardian informandoci che l’uomo, oggi 39 enne, potrebbe essere definitivamente scagionato nell’udienza della settimana entrante dietro interessamento della ministra della giustizia. L’accusa di reati finanziari ai danni del teatro di cui era direttore, secondo la sua ricostruzione sarebbe stata costruita in virtù del suo interessamento artistico per la causa della Crimea. Di certo, coi recenti sviluppi di guerra, è caduta la richiesta di estradizione da parte di Mosca in quanto, se rimandato in patria, rischierebbe la vita.

https://www.theguardian.com/world/2022/mar/09/ukrainian-opera-director-yevhen-lavrenchuk-freed-italy-russia-interpol

Sussidi fino a seimila euro sul prezzo d’acquisto di un veicolo elettrico nuovo: è quanto offrirà l’Italia – come riportato da Automotive News Europe – per supportare l’industria automobilistica. La sovvenzione, secondo la fonte governativa che l’articolo non cita, sarà subordinata all’acquisto di nuovi veicoli completamente elettrici fino a un valore di 35mila euro; due di questi seimila euro sono tuttavia legati alla rottamazione di un’auto a combustione. Per i veicoli ibridi, fino a 45mila euro, il contributo sarà di 2.500 euro. Infine chi rottamerà la vecchia auto per passare a un euro6 potrà contare su 2500 euro.

https://europe.autonews.com/automakers/italy-give-ev-buyers-subsidy-6000-euros

La follia della schwa, ovvero quella e rovesciata che nella nostra lingua dovrebbe unificare il genere maschile e femminile, approda sui quotidiani tedeschi della piattaforma editoriale RND. Dopo mesi di discussioni nei circoli femministi, la diatriba ha preso altri toni quando il nuovo simbolo grafico è stato usato in un documento ufficiale del ministero dell’Istruzione nel quale, per parlare di professori e professoresse era scritto professor più la schwa, che, secondo le indicazioni dei cultori della parità di genere linguistica, andrebbe pronunciata come un abbozzo di ‘a’, ovvero professor*. Al che, continua a spiegare l’articolo, 2300 intellettuali tra  linguisti, filosofi, giornalisti si sono uniti in una petizione intitolata “La schwa? No grazie, per la nostra lingua”. L’articolo spiega ancora ai suoi lettori tedeschi che, a differenza che nella loro lingua, noi il neutro non lo abbiamo, ricorda che l’Accademia della Crusca ci suggerisce i giri di parole quando possibili, e sottolinea che il rifiuto della novità linguistica accomuna destra e sinistra.

https://www.rnd.de/panorama/gendern-italien-streitet-ueber-das-schwa-GOUPUX4XIBGXRGUZ6BTN5EMSUE.html

Verona sta per avere il suo primo Hotel a 5 stelle. Lo scrive la rivista statunitense di viaggi Travel And Leisure. Il Vista Palazzo Verona, della catena Lario Hotels,  aprirà i battenti il 30 marzo prossimo in un palazzo residenziale del 19esimo secolo e, come dice l’amministratrice delegata Bianca Passera, risponderà alle esigenze di quei turisti che, nella città di Giulietta, non hanno mai trovato strutture con confort di qualità superiore. Il Vista avrà 16 stanze, meglio dire appartamentini, oltre a una spa, una palestra, una terrazza panoramica e una piscina coperta ricavata in un antico pozzo romano. Il prezzo minimo di una notte sarà di 730 dollari (660 euro) e se volete rifarvi gli occhi nel corso della mattinata pubblicherò l’articolo sulla pagina FB della nostra Community.

https://www.travelandleisure.com/hotels-resorts/vista-palazzo-verona-opening-italy