Ristretto Italiano – 11 settembre 2021

Ristretto Italiano – 11 settembre 2021

Riforma della giustizia civile e commerciali: per Draghi una priorità assoluta; Alitalia restituisca allo Stato i 900 milioni prestati nel 2017, ma Alitalia non c’è più; Clima e eventi estremi: in arrivo i primi rincari della pasta; Crocifisso in aula: per la Consulta nessuno individualmente può opporsi

L’urgenza di sveltire la giustizia italiana arriva sulle pagine del Wall Street Journal. Il sistema italiano – scrive l’autorevole quotidiano newyorchese – è notoriamente uno dei più lenti del mondo sviluppato; anche le controversie più semplici possono richiedere anni per essere risolte. Per gli italiani il rischio di finire nell’ingranaggio è un deterrente per fare affari con chiunque non si conosca bene; per l’investitore straniero disfunzionalità, burocrazia e complessità dei regolamenti sono tre validissime ragioni per restare alla larghissima dallo Stivale. Ora – annota Wall Street Journal – per Draghi, poco che resti a Palazzo Chigi, questa è una priorità assoluta nel tentativo di porre fine alla stagnazione del Paese. Una vera riforma che vada molto oltre le piccole cose fatte dai governi fino a oggi. Secondo le stime dell’Unione Europea, per arrivare al primo grado, in Italia, in un contenzioso civile o commerciale occorrono 500 giorni contro i 217 della Germania; poi 800 giorni per l’appello e 1300 per l’istanza suprema.

https://www.wsj.com/articles/italy-tries-to-fix-a-chronic-problem-slow-courts-11631262019

Alitalia dovrà restituire allo Stato Italiano 900 milioni di euro per gli aiuti ricevuti nel 2017: ai sensi delle normative europee sulla concorrenza erano illegali. La notizia è riferita dalla rivista di settore del turismo francese TourMag. In deficit dal 2008, all’inizio del 17 la compagnia aerea aveva un grande bisogno di liquidità ma nessuno più le faceva credito.Per questo, a maggio e ottobre le due tranche dell’aiuto di Stato ora sanzionato dalla Commissione. Quando concesse il prestito – secondo la sentenza – lo Stato Italiano non agì come avrebbe fatto un investitore privato sorvolando sulla possibilità oggettiva della restituzione e degli interessi. Attenzione però: ITA non è il successore economico di Alitalia e per questo non sarà la nuova compagnia aerea a doversi fare carico del rimborso. Aspettiamo la seconda stagione…

https://www.tourmag.com/Aides-d-Etat-illegales-l-Italie-doit-recuperer-900-M-aupres-d-Alitalia_a110168.html

Rincari della pasta italiana in vista per causa dei cambiamenti climatici. Ne scrive dal Belgio Het Nieuwsblad. I raccolti di grano sono sempre più scarsi e i primi aumenti – come dichiarato dall’AD di Molisana – potrebbero arrivare già prima di Natale. Il Canada, uno dei fornitori più importanti, ha ridotto le esportazioni verso occidente del 41 per cento rispetto al 2020 e nemmeno in Europa va meglio con il freddissimo inverno russo e la piovosità estiva. Le imprese della pasta italiane stanno accumulando il grano a scadenza due anni in grande quantità ma la conservazione è difficile e costosa.

https://www.nieuwsblad.be/cnt/dmf20210910_94758875

Appendere un crocifisso in aula non è discriminazione, pertanto un insegnante non ha diritto a opporsi. Vatican News – la notizia è dall’estero anche se giunge dal cuore di Roma – cita la sentenza della Cassazione di giovedì scorso, secondo la quale è costituzionale se un preside decide di esporre il crocifisso con una decisione presa a maggioranza dalla comunità scolastica. Nel caso specifico un dirigente scolastico di Terni aveva disposto l’esposizione del crocifisso con apposita circolare nonostante la contrarietà di un insegnante; secondo i giudici – che hanno annullato il provvedimento disciplinare contro il professore – prima se ne doveva discutere. Il crocifisso non crea divisione o contrapposizione – hanno sentenziato i supremi giudici – che allo stesso tempo avrebbero respinto una visione laica della società che vuole liberare lo spazio pubblico da ogni riferimento religioso”.

https://www.vaticannews.va/de/welt/news/2021-09/italien-kruzifix-kein-vetorecht-lehrer-urteil-oberstes-gericht.html

Continueranno a calciare un pallone in Italia le tre profughe afghane che giocavano a calcio in un campo di Herat e ora si trovano tra le centinaia di sfollati sotto le tende della Croce Rossa. Ne scrive EuroNews. Lasciare il nostro Paese era inevitabile – ha detto una di loro – Tuttavia non perdiamo la speranza di potere tornare un giorno a casa. La libertà e la democrazia sono conquiste che non andrebbero mai date per scontate – ha detto il sindaco di Firenze Nardella che, nel solo capoluogo toscano, ha accolto 120 rifugiati.

https://www.euronews.com/2021/09/09/afghan-girls-pursue-football-dream-in-italy-after-fleeing-taliban