Ristretto Italiano – 13 marzo 2022

Ristretto Italiano – 13 marzo 2022

Paperoni russi: sequestrato a Trieste il veliero più grande del mondo. Draghi: non siamo in un’economia di guerra, l’allarme è eccessivo. Fonti rinnovabili: approvati altri sei parchi eolici tra Puglia Basilicata e Sardegna. Intanto sei cartiere chiudono per gli insostenibili costi di produzione.

Lo yacht a vela più grande del mondo, il 143 metri da 530 milioni di euro di proprietà del magnate russo Andrey Melnichenko, è stato posto sotto sequestro al porto di Trieste nel quadro delle sanzioni imposte agli uomini d’affari russi dopo l’aggressione dell’Ucraina. Ne dà notizia Reuters precisando che con quest’ultimo panfilo il valore dei beni sequestrati agli oligarchi ritenuti vicini a Putin è salito a oltre 700 milioni di euro. Finora abbiamo colpito ciò che era visibile – ha dichiarato un responsabile della Guardia di Finanza – ora passeremo alle proprietà meno visibili come le partecipazioni.

https://www.reuters.com/world/europe/italy-seizes-russian-oligarch-melnichenkos-sailing-yacht-2022-03-12/

Intanto il New York Times scrive che funzionari statunitensi confermerebbero che il panfilo da 700 milioni Sherazade, ormeggiato a Marina di Carrara, sarebbe veramente riconducibile a Wladimir Putin. Ultimamente il presidente russo si sarebbe liberato di quasi tutte le proprietà girandole, nominalmente, agli oligarchi a lui più vicine. Per quanto riguarda lo Sherazade, inoltre, sarebbero di conferma i due spostamenti nella località turistica di Sochi, sul Mar Nero, nei periodi in cui, durante i lockdown per la pandemia, anche Putin si trovava là.

https://www.nytimes.com/2022/03/11/us/politics/putin-yacht-russia-ukraine.html

L’Italia non è ancora un’economia in stato di guerra e sulle prospettive c’è un allarme eccessivo. Sono parole di Draghi riprese da Bloomberg. Essere pronti non significa che dovrà accadere – ha detto ancora il presidente del consiglio: l’Italia può resistere al rallentamento senza rischi di indebitamento. Considerazioni fatte alla domanda se il concomitante rallentamento degli acquisti di obbligazioni da parte delle BCE possa rappresentare un contraccolpo pericoloso per i nostri conti.

https://www.bloombergquint.com/onweb/draghi-says-italy-can-withstand-slowdown-without-risk-to-debt

Rimossi gli intoppi burocratici che ne avevano rallentato l’approvazione, l’Italia ha finalmente dato il via libera alla costruzione di sei nuovi parchi eolici con una capacità complessiva di 4218 megawatt. Ne parla il sito di settore Renewables Now, precisando che i due impianti maggiori saranno a Troia, in Puglia e a Nuovi Ploaghe in Sardegna. Sempre in Puglia e Basilicata gli altri quattro. Dall’inizio di quest’anno il governo ha già dato i permessi per 1,4 gigawatt. Secondo il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima le rinnovabili dovranno rappresentare il 30 per cento del consumo totale di energia, e il 55 per cento della produzione di elettricità entro il 2030.

https://renewablesnow.com/news/italy-clears-418-mw-of-wind-projects-776608/

E sono sempre più numerosi i settori produttivi messi in ginocchio dall’aumento del costo dell’energia. AGF, dall’Olanda, scrive che sei cartiere italiane hanno chiuso per l’insostenibilità delle spese. Accade nel Trevigiano, alla Pro-test, che produce soprattutto imballaggi per frutta e verdura. Fino al 2019 – leggo – una tonnellata di carta riciclata costava 300 euro, oggi sta a 750 e la materia prima, nel calcolo del costo, rappresenta solo il 60 per cento. Vendiamo ancora a 680 euro – ha dichiarato un responsabile – ma la situazione non è più sostenibile. E all’orizzonte c’è la disoccupazione per 400 lavoratori sul territorio nazionale.

https://www.agf.nl/article/9408516/zes-papierfabrieken-gesloten-wegens-stijgende-kosten-in-italie/

Alle elementari Luigi Donini, di San Lazzaro di Savena, i primi 25 bambini ucraini, ospiti con le loro famiglie dell’ex Hotel Covid ora adibito ai rifugiati, hanno terminato la prima settimana di scuola. Lo scrive Kùrier, dall’Austria, sottolineando con ammirazione come in certe regioni l’accoglimento funzioni efficientemente. Il primo giorno – spiega il dirigente scolastico all’inviato – abbiamo lasciato spazio ai bambini di conoscersi, poi da martedì le lezioni sono continuate regolarmente, dalle 8.30 alle 14.30, come già si è fatto con i profughi afghani. Per la comunicazione, grazie anche allo stanziamento specifico del governo, sono stati acquistati dei software di comprensione interlinguistica, sono stati contrattualizzati dei mediatori culturali e una psicologa. E sono stati mobiliti i nonni di San Lazzaro che, nell’ambito del progetto Pedibus, passano a prendere i bambini nelle diverse sistemazioni e li accompagnano a scuola.

https://kurier.at/politik/ausland/italienische-grosseltern-begleiten-ukrainische-kinder-zur-schule/401934742