Ristretto Italiano – 15 giugno 2022

Ristretto Italiano – 15 giugno 2022

Interesse internazionale per il nostro test elettorale di domenica. Hanno vinto l’unica contraria e il più fedele a Mario Draghi. Aborto in pericolo: Radio France denuncia tutti gli ostacoli delle donne italiane. Siccità: a secco campi e bacini idroelettrici al nord.

L’estrema destra si rafforza in Italia in vista delle elezioni del 2023. Sono più di una, all’estero, le analisi del voto italiano di domenica.

Comincio con Kathimerini, dalla Grecia, che sottolinea com il blocco delle destre si sia tenuto, o preso, città come Genova, Palermo, l’Aquila. E, la notizia maggiormente di rilievo, è che all’interno del blocco la leadership è indiscutibilmente nelle mani di Giorgia Meloni.

Successo elettorale dei conservatori italiani – scrive dalla Francia Euractiv – con il partito di destra guidato da Giorgia Meloni che ha superato Matteo Salvini. Meloni – spiega Eurctiv – ha scelto in molti comuni di correre da sola ed è stata premiata e molti analisti vedono, in questo successo, un ottimo viatico alle prossime elezioni politiche. Ma ora gli effetti della rivalità con Salvini saranno imprevedibili dal momento che il leader leghista non sembra troppo entusiasta del passo indietro che gli toccherà. Commentando gelidamente i risultati Salvini ha detto che “il leader del centrodestra lo decideranno gli elettori nelle urne”. Chiudendo Euractiv si chiede se l’astensionismo fortissimo di ieri potrà riverberarsi anche sul voto politico.

Lunga analisi del voto anche sull’autorevole Politico, dagli Stati Uniti, il quale considera che se la linea antigovernativa di Meloni è stata premiata anche il partito più leale della coalizione al leader Draghi, ovvero il PD, è uscito assolutamente a testa alta. Hanno perso smalto i doppiopesisti, come Lega e Cinque Stelle; e, proprio a proposito delle possibili divisioni future Meloni-Salvini, Politico sottolinea come le performance delle destra siano state migliori nei comuni dove si è presentata unita.

https://www.kathimerini.gr/world/561908320/italia-enischymeni-i-akrodexia-meta-tis-topikes-ekloges-tis-kyriakis/

https://www.euractiv.com/section/politics/short_news/italys-right-nears-local-election-success/

https://www.politico.eu/article/italy-5star-movement-brothers-of-italy-mario-draghi-giuseppe-conte-matteo-salvini-local-elections/

E la notizia di Castelguidone, il comune abruzzese dove nessuno, zero elettori, si è recato alle urne è riportata anche dal Brasile. La protesta dell’astensione è scattata in quanto il candidato era uno solo e per di più catapultato da un’altra regione. Per questo già dall’inizio il microscopico comune della provincia di Chieti sarà amministrato da un commissario governativo.

https://ansabrasil.com.br/brasil/noticias/italia/noticias/2022/06/13/cidade-italiana-nao-registra-nenhum-voto-para-prefeito_5335671b-65fc-42f1-9322-30fd1e00e3e9.html

L’aborto in Italia è una corsa a ostacoli. Questo il titolo che Radio France Internationale dedica alla via crucis delle donne che decidono di interrompere la gravidanza nel nostro Paese dove una legge che la legalizza esiste, peraltro, da 45 anni. Il personale sanitario italiano – spiega la testata francese ai suoi ascoltatori – può invocare l’obiezione di coscienza e per questo, in un Paese cattolico come l’Italia, quasi sette ginecologi su dieci in servizio nelle strutture pubbliche della Penisola si rifiutano di praticarlo. Cifra che sale all’80 per cento in cinque regioni su venti. Il servizio raccoglie molti voci di donne che raccontano il loro percorso e le difficoltà non solo di vedersi effettuare l’intervento ma anche di vedersi somministrare la pillola del giorno dopo. E la conclusione del servizio è che, per i sanitari, più che una questione di fede è una questione di carriera. E che, con l’affermazione delle destre, la legge stessa rischia fortemente.

https://www.rfi.fr/es/m%C3%A1s-noticias/20220614-el-aborto-una-carrera-de-obst%C3%A1culos-en-italia

L’ondata senza precedenti di siccità nel nostro Paese comincia a fare notizia anche fuori dai nostri confini con i primi cinque mesi dell’anno che sono stati i più asciutti degli ultimi 63 anni. Pochissima pioggia, pochissima neve con la conseguenza di campi bruciati al Nord e bacini idroelettrici in crisi (proprio ora che sarebbe servita più elettricità). Il problema delle nevicate scarse, come riporta da Atene Efimerida, riguarda tutta Europa ma noi, Francia meridionale, Spagna settentrionale e Portogallo siamo i più boccheggianti.

https://www.iefimerida.gr/kosmos/dipsa-gia-nero-i-italia-xirasia