Ristretto Italiano – 17 giugno 2022

Ristretto Italiano – 17 giugno 2022

Primo suicidio assistito: giornata storia per l’Italia. Draghi a Kiev assieme a Macron e Sholz: in Ucraina si pensa al futuro. Ma quale crisi? Per il Financial Times i problemi italiani si dissolveranno a breve. L’amalfitana e il pasticcio delle targhe alterne.

Giornata storica per l’Italia, ieri, con il primo caso di suicidio assistito legale. Lo scrive NAU, dalla Svizzera, Paese che fino a ora sera stato il luogo d’elezione per chi, sofferente, decidesse di porre fine alla propria esistenza. Federico Carboni, 44 anni, camionista di Senigallia da dieci anni immobile dal collo in giù dopo un incidente, è stato il primo nella storia del nostro Paese a ricevere l’autorizzazione da un Tribunale. Ieri, con un dispositivo apposito, è stato in grado di autosomministrarsi il farmaco letale. Carboni si è detto dispiaciuto di abbandonare l’unica vita che abbiamo ma di non avere alternative. Nella cattolica Italia – continua l’articolo – è vietata l’eutanasia sia attiva che passiva. Tuttavia nel 2019 la Corte Costituzionale ha deciso che potrebbero esserci eccezioni a condizioni rigorose. Ad esempio deve essere chiaro che un paziente non può più essere curato. Inoltre il paziente dovrà provare un dolore fisico e mentale insopportabile ma essere pienamente in grado di decidere in autonomia.

https://www.nau.ch/news/europa/erster-fall-von-sterbehilfe-in-italien-66202371

L’attenzione dei media internazionali è oggi sull’incontro di Kiev del nostro Draghi, Assieme a Macron e a Scholz, con il presidente Zelenski. 

Il viaggio – afferma Euronews – rappresenta la prima volta per i capi delle maggiori economie europee. Tutti e tre i Paesi sono ampiamente favorevoli all’adesione dell’Ucraina alla Nato, benché con sfumature diverse. Un incontro che avviene alla vigilia del tradizionale vertice europeo di fine giugno che dovrà assumente decisioni concrete in merito.

Accanto a edifici sventrati e bruciati – continua Reuters – i leder ascoltavano, severi, i loro interlocutori. Vestiti con tute, ma senza alcun equipaggiamento di protezione visibile, Draghi, Macron e Scholz erano circondati da soldati pesantemente armati. Kiev – continua l’agenzia britannica – non ha mancato di sottolineare una pesante lentezza nel consegnare le armi richieste accusando le tre potenze europee di avere anteposto la propria prosperità alla libertà e alla sicurezza dell’Ucraina. Il commento di Draghi, al termine, è stato di speranza sul futuro dal momento che si è parlato di progetti per il dopo guerra”.

https://www.euronews.com/my-europe/2022/06/16/we-need-to-send-clear-political-signals-eu-3-leaders-bound-for-kyiv

https://www.reuters.com/world/europe/german-french-italian-leaders-expected-kyiv-signal-solidarity-2022-06-15/

Ma quale crisi? L’inflazione e i fondi europei aiuteranno il debito italiano a superare anche questa crisi. L’articolo è del britannico Financial Times che attacca ricordando come ciò che sta accadendo in questi giorni faccia tornare alla mente la grande crisi del 2011/2012. Ma tra oggi e allora le differenze sono grandi. Dieci anni fa la BCE si trovò costretta a lanciare quel nuovo schema, vincente, di acquisto di obbligazioni per contenere l’ondata di vendita del debito sovrano che, in particolare, stava flagellando Grecia e noi. Oggi, in effetti, il debito pubblico, spinto da pandemia e guerra è peggiori di parecchio: l’Italia del 12 era al 127 per cento, ora supera il 50; la Grecia era al 162 per cento, oggi è oltre il 185. Adesso, però, ricorda il quotidiano economico londinese, le banche europee sono più una fonte di forza che di debolezza; molte di loro furono salvate nel 12 e oggi hanno bilanci in salute. E poi l’inflazione che oggi, all’8,1 è al massimo storico. L’inflazione, spiega l’articolo, rende i livelli del debito nazionali più gestibili perché sono misurati rispetto al Pil normale che tende ad essere più alto quando le pressioni sono più elevate. E quando i prezzi aumentano i governi riscuotono più tasse.

https://www.ft.com/content/f63b8aa4-9dd4-4287-b834-124e828a44e9

Il pasticcio annunciato delle targhe alterne in Amalfitana conquista anche le pagine del sito israeliano Mako. La percorribilità del tratto Positano – Vietri è difficile sempre; peggio che mai in estate e per questo, già dal 2019, l’Anas aveva previsto di imporre la targhe alterne ai soli turisti. Nei weekend dal 15 giugno al 30 settembre e agosto tutti i giorni. Poi causa pandemia il 20 e il 21 non se ne è fatto niente. Ma mercoledì scorso si è cominciato. Il problema dei locali che non sanno nemmeno dove lasciare la loro auto è reale, come emerge dalle interviste raccolte dalla CNN, ma il pasticcio è inevitabile. Come può un turista programmare in anticipo il proprio itinerario? Come può lo stesso turista rimanere bloccato a giorni alterni durante i pochissimi giorni di soggiorno? E, soprattutto, come potranno programmare il viaggio gli stranieri che certo non sanno che targa verrà loro assegnata dall’autonoleggiatore?

https://www.mako.co.il/travel-news/international/Article-ca9317659ea6181027.htm