Ristretto Italiano – 18 aprile 2021

Ristretto Italiano – 18 aprile 2021

Le riaperture italiane viste dagli altri; Roma contro le quarantene irlandesi per gli italiani; il boss Aracri decide di collaborare; la nostra instabilità politica seduce un candidato serbo; italiana la prima casa d’argilla stampata in 3D

La scelta italiana di riaprire gradualmente, ma già da lunedì 26, ha fatto rumore. Ne scrivono fino in Perù riprendendo, come fa la radio nazionale di Lima, il concetto del “rischio ragionevole”. E, sempre dal Sudamerica, e sempre a proposito di Covid, Gaucha ZH si trova a dover sconfessare la bufala girata in Brasile secondo la quale il Senato Italiano avrebbe approvato l’uso della clorochina per curare i malati.

Frizione tra Roma e Dublino sulla quarantena alberghiera imposta ai nostri connazionali che lavorano in Irlanda. Ne scrive Irish Times che intervista l’ambasciatore Paolo Serpi. Il diplomatico lamenta che il trattamento è stato riservato solo a noi, austriaci, francesi, belgi e lussemburghesi senza un’apparente ragione plausibile e aggiunge che la stessa Commissione Europea si è chiesta se questo non violi il diritto di circolazione all’interno dell’Unione.

Un boss di ‘nrangheta ha cominciato a collaborare con la giustizia. Ne dà notizia France Presse affermando che il 62enne Nicolino Grande Aracri, in carcere a Milano dove sconta l’ergastolo, potrebbe, con le sue rivelazioni, mettere a soqquadro i vertici dei una delle più potenti organizzazioni criminali del mondo. Aracri era pesantemente coinvolto anche nelle infiltrazioni dei calabresi in Emilia.

L’ultima cosa che mi sarei aspettato, in questa rassegna su come noi siamo visti all’estero, è scoprire che c’è chi ammira, e prende ad esempio, la nostra instabilità politica. “In Italia hanno cambiato cinquantanove governi dal 1945” ha dichiarato l’ex pallanuotista olimpionico serbo Danilo Ikodinovic che ora si lancia in politica – e noi ci troviamo con lo stesso governo da oltre nove anni”. E’ ora di cambiare.

Cresce l’edilizia realizzata con le stampanti 3D. E, per la prima volta in Italia, uno studio di architetti romagnoli ha realizzato una casa in argilla stampata in 3D. Il futuro della tecnologia in sinergia con uno dei materiali edili più antichi. Ne parla la redazione greca di Huffington Post. Un sistema che potrà essere utilizzato nella maggior parte del mondo – scrive il sito. La casetta di chiamerà Tecla, in omaggio a Italo Calvino, e, a quanto appare dalle foto mi sembra un ibrido fra un trullo e in igloo.