Ristretto Italiano – 18 marzo 2022

Ristretto Italiano – 18 marzo 2022

Le alternative al gas. Quasi pronto, a Taranto, il primo parco eolico galleggiante del Mediterraneo. Bloccato dagli ambientalisti un progetto al largo della Sicilia da 190 turbine.  Ecco perché gli oligarchi devono temere gli Italiani. Nato a Genova il robot in grado di replicarci a distanza.

La crisi del gas, e la necessità di alternative agli acquisti dalla Russia, sta accelerando la progettazione e la costruzione delle fonti rinnovabili.  Ed è dall’agenzia Nuova Cina apprendo che il gruppo cinese Ming Yang, impegnato nel campo dell’energia, sta concludendo la costruzione del primo impianto di produzione di energia eolica nel Mediterraneo, a Taranto. Saranno dieci turbine in grado di generare 3 megawatt ciascuna e si calcola che l’impianto sarà in grado di soddisfare i bisogni di 18.500 famiglie con emissioni serra di pochissimi superiori allo zero. La notizia è ripresa da numerose altre testate in tutto il mondo. RadioFranceInfo precisa che questa prima piattaforma dovrebbe essere operativa da maggio e che è in fase di progettazione un altro parco galleggiante da 190 turbine al largo della Sicilia che, a regime, potrebbe coprire il fabbisogno di oltre tre milioni di famiglie. Se al momento non decolla sarebbe per l’opposizione degli ambientalisti e per questo il governo è al lavoro per velocizzare le procedure.

https://www.newtv.co.th/news/96986

https://www.rfi.fr/fr/europe/20220316-italie-sur-le-point-d-achever-son-premier-parc-d-%C3%A9oliennes-flottantes-en-m%C3%A9diterran%C3%A9e

Ecco perché gli oligarchi devono temere l’Italia. L’articolo, in realtà un elogio alle capacità della nostra guardia di finanza e a leggi antiriciclaggio che nessun altro Paese ha in Europa, è della tedesca Tages Schau. Scoprire che cosa appartiene a chi – scrive la giornalista – è un’impresa di Sisifo – ma gli italiani hanno gli strumenti per farcela. Per esempio c’è una legge del 2007 contro i finanziatori del terrorismo che consente di congelare i beni dei sospettati perché, come diceva Giovanni Falcone, la criminalità non si combatte solo con gli arresti ma mettendo le mani sulle proprietà. La Guardia di Finanza in Italia ha un potere investigativo che nessun altro in Europa ha. Ed è anche per questo che il veliero più grande del mondo, quello da 530 milioni di Melnichenko, che era in rada a Trieste per lavori di manutenzione, per ora da Trieste non si muoverà.

https://www.tagesschau.de/wirtschaft/russland-oligarchen-finanzpolizei-italien-101.html

Niente Bella Ciao per gli Ucraini. La rete televisiva tedesca NTV include gli partigiani dell’Anpi tra i tanti Italiani che, più di chiunque altro in Europa, si dimostrano comprensivi con le ragioni di Putin, l’invasore dell’Ucraina. “Nè con Putin, né con la Nato” è lo slogan col quale hanno manifestato agli inizi di marzo definendo un grave errore l’aiuto militare a Kiev. Certo non sono i soli. La comprensione per la Russia è trasversale, dai grandi rapporti di amicizia, come Berlusconi, e di stima, come Putin e Meloni. Il primo ormai è sparito dai periscopi , il leghista invece afferma di voler continuare a difendere gli interessi dei lattiero-caseari padani che saranno duramente colpiti dalle sanzioni. Obiezione risibile – secondo l’articolo tedesco – in quanto le esportazioni lattiero-casearie verso la Russia valgono meno di mezzo miliardo.

https://www.n-tv.de/politik/Italien-ist-das-Land-der-vielen-Putin-Versteher-article23195016.html

Da Bilbao, Spagna, El Correo riferisce dell’avanzatissimo robot, sviluppato all’Istituto Italiano di Tecnologia, che permette a chi lo usa di essere quasi fisicamente in un altro posto. E cita la presentazione con l’operatore che a Genova, dopo avere indossato tuta, guanti e maschera è andato, diciamo, in doppio con il suo Avatar che stava alla Biennale di Venezia. E, tramite questo umanoide, alto un metro e venticinque, che pesa 53 kg, e che riproduce in tutto e per tutto i movimenti dell’uomo, ha letteralmente visitato la mostra, interagito con le persone, guardato, parlato, ascoltato e sentito al tatto. Occhi e palpebre replicavano in sincrono quelle dell’umano, ha dato la mano alla guida e quando questa lo ha abbracciato, ha cioè abbracciato il robot, l’uomo, a Genova, lo ha sentito. Un grande passo avanti anche nel campo delle tecnologie riabilitative e protesiche.

https://www.elcorreo.com/ciencia/espacio/turista-visita-bienal-20220316135935-ntrc.html