Ristretto Italiano – 2 aprile 2022

Ristretto Italiano – 2 aprile 2022

Crisi del gas: Draghi discute con Sanchez di un possibile futuro gasdotto Spagna-Italia. Insegnanti noVax a scuola ma senza insegnare: sorridono di noi. Migranti: calati sensibilmente gli arrivi dal Nordafrica. Per Avvocati senza Frontiere condizioni di detenzione disumane in attesa del rimpatrio.

L’approvvigionamento di gas, stante la crisi con la Russia, resta uno degli interrogativi più gravosi sul futuro del nostro Paese. Per questo, come riferito dall’agenzia britannica Reuters, Mario Draghi ha discusso col premier spagnolo l’idea di costruire un gasdotto Spagna – Italia. La Spagna è il Paese Europeo con la maggiore capacità di rigassificazione ma l’attraversamento dei Pirenei ha rappresentato sempre un ostacolo concreto causa le numerose strozzature. Oltre a questa autostrada del gas da Ovest, l’Italia sta studiando progetti di importazione dal mediterraneo orientale e Egitto, Cipro e Israele potrebbero dimostrarsi fondamentali per aiutarci a diversificare gli acquisti.

https://www.reuters.com/world/europe/italys-draghi-discussed-idea-italy-spain-pipeline-with-sanchez-2022-03-31/

Intanto dal giornale azero Azer Tag, apprendiamo che l’Italia il il principale importatore di prodotti petroliferi tra i diciassette che l’Azerbaigian rifornisce. Nei primi due mesi dell’anno abbiamo acquistato nel Paese asiatico due milioni e 122mila tonnellate di greggio per una spesa di un miliardo e 287 milioni di dollari. La fonte è della locale agenzia doganale.

https://azertag.az/de/xeber/Aserbaidschan_exportiert_Rohol_und_Olprodukte_am_meisten_nach_Italien-2074481

Ridono di noi. O quanto meno più di una testata internazionale trova strano che gli insegnanti non vaccinati vengano riammessi a scuola ma non possano entrare a contatto con gli studenti. “Il buon senso messo alla prova” scrive l’agenzia di stampa austriaca APA. Secondo il ministero dell’istruzione i docenti noVax dovrebbero lavorare 36 ore a settimana – il doppio di ore minime previste in classe – ma lontano dalle aule; nelle biblioteche, per esempio, o nei laboratori. Non più sospesi la in pratica sullo stesso piano degli amministrativi con il rischio, più che concreto, della mole di azioni penali cui questa scelta darà la stura.

https://science.apa.at/power-search/8992480783517361060

E tra le cose, questa volta positive,  che dall’estero scrivono di noi c’è anche che, grazie agli accordi stipulati con iPaesi nordafricani, stiamo riuscendo a far diminuire i flussi di immigrazione clandestina da Libia, Tunisia e Algeria. In particolare il Middle East Monitor, Agenzia no profit di analisi su Medio Oriente e Mediterraneo, riferisce che secondo i dati riportati al Parlamento dalla Ministra Lamorgese, dal 1 gennaio al 29 marzo gli sbarchi da questi tre Paesi sono stati 1986 contro i 3838 dello stesso periodo del 2021. Un trend cominciato nell’ultimo trimestre dello scorso anno e che tuttora continua.

https://www.middleeastmonitor.com/20220331-italy-minister-of-interior-number-of-illegal-immigrants-from-tunisia-decreases-by-27/

Intanto Avocats sans Frontières, dalla Francia, denuncia che gli immigrati tunisini, che rappresentano oltre il settanta per cento di coloro che poi vengono espulsi dall’Italia e rimpatriati (loro scrivono deportati) spesso non hanno accesso alla rappresentanza legale e affrontano condizioni di vita disumane nei centri di detenzione. Il viaggio dei migranti tunisini – scrive Info Migrants – ricorda il purgatorio, dal momento dell’intercettazione della guardia di finanza, allo sballottamento tra i diversi centri di raccolta, al rimpatrio finale. A differenza di altri Paesi, la Tunisia è considerata dall’Italia un Paese sicuro il che significa che le richieste di asilo dei tunisini vengono generalmente respinte e in tempi più rapidi.

https://www.infomigrants.net/en/post/39588/migrants-deported-to-tunisia-from-italy-mistreated-ngos

Chiudendo l’edizione di ieri parlavo dei permessi di soggiorno in arrivo a favore dei nomadi digitali, ovvero i lavoratori stranieri che, potendo lavorare in smart working, scelgono di farlo nel nostro Paese. E oggi chiudo con il servizio fotografico riportato da Indy100, la piattaforma social dell’Indipendent, che ci mostra come un giovane forestiero riesca a partecipare a un meeting di lavoro da un tavolino situato in piazza Navona. Grazie a uno schermo verde alle spalle, allo sfondo virtuale con una foto di casa sua, e a alcuni filtri al microfono riesce a far credere ai colleghi di non essersi spostato da casa.

https://www.indy100.com/viral/man-on-trip-to-italy-uses-green-screen-to-trick-colleagues-into-thinking-he-s-working-from-home