Ristretto Italiano – 2 luglio 2022

Ristretto Italiano – 2 luglio 2022

Ecco ciò che l’Italia farà per liberarsi dal ricatto del gas russo. PNRR: fatti anche i compiti per incassare i prossimi 24 miliardi. Secca del Po: tra le vittime più illustri il Parmigiano Reggiano

Il governo italiano non esclude di riprendere le perforazioni per l’estrazione di gas naturale. L’anticipazione fatta da Mario Draghi alla conferenza stampa di giovedì attira l’attenzione della stampa internazionale: anche questo sarà un modo per liberarci dalla dipendenza dal gas russo e, conseguentemente, dall’aumento dei prezzi che genera inflazione. Il tutto assieme alla diversificazione dei fornitori, già a buon punto, e senza rinunciare all’implementazione delle energie rinnovabili, unica via percorribile a lungo termine. Ne parla Euractiv precisando inoltre che, con l’avvicinarsi dell’inverno, prosegue incessante, in Italia, lo stoccaggio. Siamo già al 57 per cento della capacità totale e prevediamo di raggiungere il 90 per cento entro novembre.

https://www.euractiv.gr/section/energia/news/i-italiki-kyvernisi-tha-axiologisei-tin-epanenarxi-ton-egchorion-geotriseon-fysikoy-aerioy-dilose-o-ntragki/

E da Barcellona la Vanguardia elogia l’Italia per avere raggiunto i 45 obiettivi necessari affinché Bruxelles paghi la seconda rata dei finanziamenti previsti dal PNRR: 24 miliardi e cento milioni di euro dei quali 11 e mezzo a fondo perduto e 12 e sei in finanziamenti. Il recovery plan per Roma prevede un totale di 191 miliardi e mezzo entro il 2026, però sempre subordinati alle tappe da realizzare. Alcuni degli obiettivi realizzati in questo semestre erano legati all’evasione fiscale, alla riduzione della burocrazia e alla riforma della giustizia; ma anche la parità di genere ha avuto il suo peso. Per il secondo semestre gli obiettivi indicati sono 55 a fronte di altri 19 miliardi.

https://www.lavanguardia.com/vida/20220630/8376942/italia-cumple-45-objetivos-recibir-tramo-ayudas-ue.html

Ed è una notizia, sempre in materia di lotta all’evasione fiscale, l’obbligatorietà del POS per tutti, da ieri. Ora per chi non accetterà i pagamenti con bancomat ci sarà una sanzione amministrativa di 30 euro, maggiorata del 4 per cento della somma rifiutata. Clymatizacion Y Confort, dalla Spagna, prevede però che gli incorreggibili potranno servirsi di vari trucchi come il Post fuori uso o che, ma guarda il caso, ‘la carta che ha lei il post non la prende’. Vedremo…

https://climatizacion-y-confort.cdecomunicacion.es/noticias/instaladores/53265/italia-multara-a-los-fontaneros-que-se-nieguen-a-cobrar-con-tarjeta

C’è il parmigiano reggiano tra le vittime più illustri della secca del Po. Ne parla in un servizio la CNN che dopo avere spiegato la grave anomalia climatica che affligge l’Italia Settentrionale, con l’Adriatico che si è ormai incuneato dentro il Delta per 30 km, cita un dirigente della società di Geologia Ambientale che dice: “non sono mai stato un pessimista ma questa è una situazione da panico. La situazione è critica e sta solo peggiorando”. E poi c’è un casaro mantovano che parla delle sue 300 vacche da dissetare, mucche che producono 30 litri al giorno di quel latte che poi si trasforma in grana padano. E per dare un latte buono una mucca deve bere tra i 100 e i 150 litri di acqua al giorno.

https://cnnportugal.iol.pt/italia/rio-po/estamos-em-crise-extrema-como-o-queijo-parmesao-revela-a-crise-climatica/20220701/62bef3b00cf2f9a86eab8f82

Spiagge italiane sempre sotto i riflettori internazionali anche se la questione delle concessioni ha avuto nelle scorse settimane la nuova legge di regolamentazione. Da Londra il Guardian riferisce delle crescenti manifestazioni degli ambientalisti che, spinti anche dai forti rincari degli stabilimenti, rivendicano più spiagge libere. Stando a dati Legambiente il numero degli stabilimenti negli ultimi vent’anni è raddoppiato arrivando a quota 12.166; oltre a questi sono spuntati, sempre sulle spiagge demaniali, campeggi e centri sportivi. Nel complesso la stima parla di meno della metà delle nostre spiagge libere per il sole e per il nuoto. La testata inglese cita Ostia come il luogo più emblematico dell’occupazione con km di lungomare dal quale nemmeno si vede il mare, causa gli stabilimenti che chiudono la vista. E da Napoli gli attivisti di Mare Libero denunciano che da piccoli stabilimenti i bagni si stanno trasformando in strutture di cemento armato che ospitano una varietà di eventi, dalle comunioni ai matrimoni.

https://www.theguardian.com/world/2022/jul/01/protests-grow-in-effort-to-reclaim-italy-free-beaches