Ristretto Italiano – 2 ottobre 2021

Ristretto Italiano – 2 ottobre 2021

Greta e Vanessa: una svedese e un’ugandese alla guida dei ragazzi che cercano di salvare il futuro; Draghi e tutti gli ostacoli della burocrazia, quella di sempre; Luca Morisi: un’altra storia di sesso e potere che scatena i giornali; Gli Usa fanno arrestare a Ferrara un manager Stellantis: accuse legate ai controlli sui fumi dei diesel.

Greta Thunberg e Vanessa Nakate guidano il Climate Act a Milano. Il titolo è del settimane brasiliano Istoè, un autorevole periodico paragonabile a NewsWeek, o Time. Le due ragazze, leggo, una Svedese e una Ugandese, hanno guidato ieri a Milano una protesta pubblica contro la crisi climatica; Milano ha ospitato, questa settimana, i lavori preliminari del quinquennale summit mondiale sul clima che si terrà a Glasgow a novembre. Nei giorni precedenti i 400 giovani confluiti a Milano da tutto il mondo hanno redatto le loro richieste-proposte ai grandi del pianeta; la manifestazione, anche stavolta di venerdì, può essere inquadrata nei Fridays for Future cominciati nel 2018 e che hanno trovato tanta eco in ogni parte del mondo.

https://istoe.com.br/greta-thunberg-e-vanessa-nakate-lideram-ato-pelo-clima-em-milao/

La burocrazia, male endemico del nostro Paese, si sta dimostrando un ostacolo serio anche per Mario Draghi. Il greco Kathimerini – e ai greci, lo sappiamo, quando gli si minima Draghi i peli si rizzano sempre un po’ – Kathimerini, dicevo, sottolinea come di fronte alla necessità di correre per realizzare tutte le riforme promesse entro fine anno, le barriere burocratiche aumentino di giorno in giorno. Dei 51 obiettivi per il 21 ne mancano a oggi 38. E il rischio è quello di vedersi ridurre le prossime rate del prestito maxi miliardario europeo. La testata greca cita poi la lettera scritta al governo dai commissari straordinari, uno dei quali ha avvertito che la burocrazia ad oggi è una grande muraglia cinese.

https://www.kathimerini.gr/economy/561520102/i-grafeiokratia-empodio-gia-ti-metamorfosi-tis-italias-toy-ntragki/

Gli sviluppi, per ora solo giornalistici, del capitombolo di Luca Morisi, strettissimo collaboratore di Matteo Salvini, tengono banco all’estero come in Italia. Il racconto dell’escort rumeno, ingaggiato – dice – per 4mila euro in cambio di una notte di sesso sfrenato fa sicuramente acqua; il ragazzo dice di avere avuto da Morisi tanta droga al punto da stare male e per questo avrebbe chiamato la polizia. Ma non perché l’ambulanza se stava così male? Poi è tornato subito in Romania. L’ombra del ricatto alleggia. E abbondano le speculazioni sulla doppia morale leghista. Da una parte Salvini, che proprio su indicazione di Morisi, fa tweet del tipo ‘la droga fa schifo’, Chi sbaglia paga’, ‘non esiste una minima quantità’ e oggi il fervorino all’amico che ha sbagliato. 

https://www.abc.es/internacional/abci-noche-droga-y-sexo-revela-chapero-participo-festin-estrecho-colaborador-salvini-202110010212_noticia.html?ref=https%3A%2F%2Fwww.google.com%2F

Manager Stellantis arrestato in Italia in esecuzione di un mandato di cattura internazionale spiccato dagli Stati Uniti. Trovo la notizia sulla Detroit New Press. Fermato a quello che sembrava essere un semplice controllo stradale alla periferia di Vigarano Mainarda, nel Ferrarese, Sergio Pasini, 43 anni, è stato ammanettato e trasferito in cella a Ferrara con l’accusa di truffa al governo federale. Il nome Pasini, dirigente della VM Motori di Cento, sarebbe legato alle presunte frodi sui controlli antismog dei motori diesel; sospeso dall’azienda ora si attende l’esito della richiesta di estradizione negli Stati Uniti. Ls VM è di proprietà di FCA dal 2013 e negli stabilimenti emiliani produce il motore diesel 3 litri del quale sarebbero state falsificate le emissioni. 

https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_settembre_29/dieselgate-mandato-cattura-internazionale-usa-arrestato-manager-ferrarese-vm-motori-0b71f8f8-20fb-11ec-891d-da2bbb1ddcbf.shtml

La Commissione Europea sta perdendo la pazienza contro l’indisciplinata Italia per la prolungata discriminazione economica dei docenti universitari provenienti da altri Paesi dell’Unione. Ne scrive il Parliament Magazine da Bruxelles. Il contenzioso risale addirittura al 1987. Nel 2006 la richiesta di un’ammenda giornaliera di 310mila euro al giorno venne scongiurata in extremis da una legge dell’ultimo momento che riconosceva ai lettori una ricostruzione di carriera dalla data di prima assunzione paramentdata allo stipendio di ricercatore part-time. Ma poi questa legge uscita dal cilindro nessuno la applicò mai. Trattandosi di una discriminazione 35ennale molti interessati sono sull’orlo della pensione, anzi, alcuni ci sono già andati con trattamenti sicuramente inferiori alla soglia di povertà nei loro Paesi.

https://www.theparliamentmagazine.eu/news/article/european-commission-loses-patience-with-intransigent-italy