Ristretto Italiano – 20 giugno 2022

Ristretto Italiano – 20 giugno 2022

Alternative al gas russo: Eni entra nel più grande giacimento del Qatar. Sanzioni: la moda, come il turismo, soffre per l’improvvisa mancanza di denaro dei russi.  Fine vacanza in cella per un giovane italiano in vacanza alle Canarie; e senza passare dal via.

L’italiana ENI, assieme alla francese Total, entra da azionista nella società del Qatar che gestisce il più grande giacimento petrolifero offshore al mondo. Ne scrive dalla Grecia Business Daily riferendo l’annuncio dato dal Ministro dell’Energia dell’emirato del golfo. Total avrà la quota più significativa, il 6,5 per cento; secondo azionista l’ENI con il 3 per cento per un valore di 28 miliardi di dollari. L’accordo scadrà nel 2054 ed è un’altra delle azioni che l’Europa, e i suoi Paesi, mettono in atto per arginare le minori importazioni di gas dalla Russia. Assieme a Stati Uniti e Australia, il Qatar è nella terna dei maggiori produttori di gas al mondo e, al momento, è la fonte di approvvigionamento meno costosa. Secondo l’articolo il giacimento che anche noi, quindi, sfrutteremo da azionisti rappresenta da solo il 10 per cento delle riserve di gas conosciute al mondo. Si estendo sotto il mare fino al territorio Iraniano anche se, al momento, le sanzioni internazionali non permettono a Teheran di sfruttarlo.

https://www.businessdaily.gr/diethni/65815_italiki-eni-kai-galliki-totalenergies-anaptyssoyn-megalytero-pedio-fysikoy-aerioy

Non solo il settore del turismo. Le sanzioni alla Russia mettono in ginocchio anche il comparto del lusso. Ne parla Voice of America citando le migliaia di scatole di abiti accatastate nei magazzini italiani in attesa di partire per Mosca, San Pietroburgo, Kursk. E questo sebbene il settore specifico non sia colpito direttamente dalle sanzioni; il fatto è che chi ha ordinato quei prodotti non è più in grado di pagarli. Ho due milioni di merce non pagata in magazzino – afferma un intervistato bresciano – e se non mi sarà pagato sono in ginocchio. L’Italia – spiega il servizio – è il più grande produttore di beni di lusso al mondo. Produce il 40 per cento dell’abbigliamento e calzaturiero di alta gamma e la Russia, da sola, acquista il tre per cento di ciò che le 80mila piccole e medie imprese della moda producono.

https://www.voanews.com/a/russian-sanctions-hurting-small-italian-fashion-producers/6619878.html

Vacanza forzatamente prolungata, con finale non previsto, per il giovane italiano che a Fuerteventura, per non perdere l’aereo, correva a 190 all’ora. Immagino che immaginiate il finale. Nulla so sull’identità dell’uomo che andava di fretta, se non che ha 21 anni e che la Guardia civil delle Canarie lo ha bloccato sulla strada che collega Puerto del Rosario con Corralejo. Sappiamo anche che l’ultima notte canaria l’ha trascorsa in cella, e che processato il mattino dopo è stato condannato a pagare 720 euro di multa e a non guidare per i prossimi otto mesi. Non chiedetemi se il divieto vale solo in Spagna perché non lo so la La Vanguardia non lo riporta…

https://www.lavanguardia.com/local/canarias/20220618/8349708/multan-720-euros-joven-circular-190-km-h-fuerteventura.html

Su una testata brasiliana, Italianismo, specializzata sulle cose di casa nostra trovo la notizia di quel ragazzino svizzero che ha mandato dieci euro a un negoziante della Repubblica di San Marino a risarcimento di un ovetto kinder che gli aveva rubato il mese scorso, durante una gita scolastica in Italia. Il fatto è stato reso noto dal commerciante che ha ricevuto la lettera, scritta in tedesco e la banconota. Benjamin, 12 anni, gli ha scritto di essersi pentito e di volere essere in pace con Dio. Il negoziante gli ha risposto dicendogli che lo aspetta per una stretta di mano. Non è chiaro se gli abbia anche mandato il resto, visto che una confezione da tre, di Kinder Joy, costa quattro euro.

https://italianismo.com.br/menino-escreve-carta-e-se-desculpa-por-furtar-kinder-ovo-na-italia/

Poche popolazioni al mondo consumano pasta quanta ne consumiamo noi Italiani, ma una cosa certa è che, dopo un viaggio in Italia, al turista straniero la voglia di pasta resta per sempre. Ma la scommessa di chi produce e commercializza pasta e condimenti all’estero resta quella di riprodurre il vero sapore italiano. Ne sanno qualcosa Simone e Charles, due brasiliani che, rientrati in Brasile dopo molti anni trascorsi in Italia, hanno lanciato una loro linea gastronomica, Viva la nonna. Al portale EngePlus che li ha intervistati spiegano che le cose cambiano a cominciare dagli ingredienti base. La carota per esempio è più dolce, il sedano più forte e il ragù diventa per forza diverso. Per la tenuta di cottura della pasta hanno rimediato usando semola al posto della farina più raffinata. E spiegano anche che soprattutto devono fare la voce grossa per fare rispettare i tempi brevi di cottura scritti sulla confezione.

https://www.engeplus.com.br/noticia/espaco-empreendedor/2022/viva-la-nonna-o-sabor-de-massas-e-molhos-da-italia-no-sul-catarinense