Ristretto Italiano – 24 settembre 2021

Ristretto Italiano – 24 settembre 2021

Recovery Fund: tre imprenditori italiani su dieci non ne sanno nulla; Per Reuters buone possibilità che l’Italia diventi il primo paese europeo a cannabis libera; 45 milioni di vaccini ai Paesi Poveri: triplica l’offerta italiana; Ritorna all’Elba il vino marino di duemila anni fa.

Tre imprenditori italiani su dieci non sanno nulla del piano di rilancio dell’Italia. Il titolo è del sito europeo Euractiv e il commento più appropriato sarebbe “Andiamo proprio bene”. La scadenza per presentare i progetti, coi quali accedere ai finanziamenti, è alle porte e un’indagine di Format Research, che ha coinvolto 900 manager e imprenditori italiani ha evidenziato che le piccole imprese, che rappresentano una parte molto significativa del settore manifatturiero, sono particolarmente al buio. Hanno, cioè, sentito parlare di qualcosa ma ritengono che non riguardi loro; e nel Paese che più di tutti è sotto una pioggia di denaro, c’è da farsi cadere le braccia. Tuttavia i medi e granfio imprenditori, che questo treno non intendono perderlo, hanno dichiarato nel 93% dei casi che investiranno sull’efficientamento energetico, con un 87% che punterà sulle rinnovabili e un 77% che investirà su sistemi di gestione e rifiuti industriali.

Three out of 10 Italian entrepreneurs unaware of Italy’s recovery plan

L’Italia diventerà il primo Paese dell’Unione Europea a legalizzare la cannabis? Se dovesse accadere – commenta l’agenzia britannica Reuters – in Europa potrebbe scattare una reazione a catena in questo senso. Le firme raccolte per il referendum sono già 500mila e, secondo Reuters, l’Italia ha concrete possibilità di diventare il paese più liberale al mondo; più dell’Olanda dove la cannabis è ampiamente tollerata ma comunque vietata. Un nuovo approccio alla cannabis, leggo, potrebbe avere effetti benefici economici; il mercato del consumo di droghe ricreative in Italia vale circa otto miliardi di euro e, fino a che non dovesse venire legalizzato, è una grande fonte di ricchezza per le mafie.

https://www.reuters.com/breakingviews/italy-will-be-first-light-up-europes-weed-biz-2021-09-22/

L’Italia donerà 45 milioni di dosi di vaccini ai Paesi Poveri nel 2021. La notizia, annunciata da Draghi alle Nazioni Unite, è pubblicata al brasiliano Jornal de Agora. Abbiamo triplicato la quantità di dosi da regalare, ha detto il presidente del consiglio, che recentemente, al Summit della Terra di Roma, aveva parlato di 15mila fiale. La Cooperazione Internazionale, Covax in questo caso, è lo strumento più efficace per debellare la pandemia. Oggi nel mondo 2miliardi e mezzo di persone  hanno completato il ciclo vaccinale e un miliardo è parzialmente vaccinato. Meno della metà della popolazione mondiale. Ciò che più manca oggi, ha detto ancora Mario Draghi, è un coordinamento efficace tra autorità sanitarie e finanziarie.

Itália vai doar 45 milhões de doses de vacinas a países pobres em 2021

Ci ha messo un paio di giorni, ma era da aspettarselo che la famiglia dei dodici cinghiali a passeggio per il quartiere bene romano di Montemario non potesse non far gola alla stampa estera. Il sito della testata greca IN pubblica  l’ormai celebre video e cita anche l’esperienza personale raccontata dall’attore Massimo Lopez. E tutto questo – commenta il giornale greco – accade a una decina di giorni dal rinnovo dell’amministrazione comunale di Roma.

https://www.in.gr/2021/09/22/life/perierga/italia-agriogourouna-kanoun-anemela-volta-stous-dromous-tis-romis/

Dell’uva lasciata a bagno nell’acqua di mare prima di essere messa a macerare, tradizione degli antichi greci ripresa da un vinificatore elbano, scrive la versione giapponese del National Geografic. Tutto cominciò – spiega l’articolo corredato di fotografie stupende – quando in una tranquilla mattina del settembre di tre anni fa, l’enologo Antonio Arrighi immerse ceste di vimini piene di grappoli di Ansonica nel mare antistante il suo vigneto, non lontano da Porto Azzurro. Niente di inventato: lo facevo già più di duemila i greci sull’isola di Chios; del vino marino parlò anche Plinio il Vecchio. Il primo vino di Arrighi è stato imbottigliato nel 2019. Spiegano gli enologi che i cinque giorni di immersione controllata dei chicchi permettono all’acqua marina di lavorare sugli acini eliminando in modo naturale la sostanza cerosa che li protegge. Seguono poi l’appassimento al sole e la macerazione nelle anfore di terracotta. L’Ansonica è una vite molto resistente imparentata con quelle di Chio, per l’appunto. E la vinificazione di Arrighi ha permesso di non perdere l’antica produzione artigianale delle nasse in vimini fabbricate a Castelsardo.

https://www.gamberorosso.it/notizie/vino-sotto-il-mare-all-isola-d-elba-vinum-insulae-la-storia/