Ristretto Italiano – 27 luglio 2022

Ristretto Italiano – 27 luglio 2022

Meloni e il calice avvelenato che la aspetta secondo il Washington Post. Allarme fake russe: Reuters da voce alle preoccupazioni Enrico Letta. Toto Vaticano: Matteo Zuppi il papabilissimo.

Se vuoi sapere dove andrà a parare nel prossimo futuro la politica dell’Occidente, l’Italia è un buon posto dove guardare. Lo scrive il Washington Post nell’articolo dedicato, come tanti fanno in queste settimane, all’Italia, paese che sta per essere governato dai post fascisti. Benché erede delle formazioni fasciste italiane, Fratelli d’Italia, spiega l’articolo, è un partito meno estremista di tanta destra europea. Meloni non è Le Pen ma una donna fatta da sé, con radici solide nel malcontento delle periferie e della disoccupazione che sa mescolare la tradizione posta fascista con le posizioni dei conservatori più moderati e elementi neoliberali come la libera impresa. Ancora oggi, nei sondaggi, Meloni è davanti a tutti ma per governare avrà bisogno del supporto determinante del resto della destra, da Lega a Forza Italia, partner, soprattutto questi ultimi, che potrebbero non seguirla in eventuali fughe antieuropeiste. E poi, come tutti coloro che sono stati eletti già sanno, fare opposizione è assai più facile che governare e quando arrivi al potere il sostegno pubblico si dissipa rapidamente. L’Italia, conclude la testata americana, ha una straordinaria capacità di costruire e bruciare i suoi politici. E il premierato, per Meloni, potrebbe presto rivelarsi un calice avvelenato”

https://www.washingtonpost.com/world/2022/07/26/italy-meloni-post-fascists/

E dall’altra parte, intanto, Enrico Letta lancia, attraverso Reuters, l’allarme russo. C’è il concreto rischio  – ha dichiarato il segretario del PD all’agenzia di stampa inglese – che, come già avvenuto in passato, Mosca inondi i social networks italiani di fake news a favore dei partiti filorussi. Un allarme per il bene dell’Italia ma anche dell’Europa, ha aggiunto Letta. E il riferimento, anche se non esplicitato, è alla centrale della disinformazione attiva a San Pietroburgo già dalle elezioni americane del 2016, capace di confondere le idee degli utenti attraverso una grande quantità di post che infamano, con notizie false ma intriganti al punto da essere condivise, gli esponenti dei candidati che, per loro, devono perdere.

https://www.reuters.com/world/europe/russia-poses-threat-italian-election-says-centre-left-chief-2022-07-25/

Il risultato elettorale italiano avrà, con ogni probabilità, ripercussioni determinanti sul rapporto tra Italia e Vaticano se, vincendo le destre, si dovesse realmente fare più dura la guerra all’immigrazione clandestina. E tutto questo, secondo il giornale cattolico americano on-line Crux Now, porterà sempre più in primo piano la figura del cardinale Zuppi, nuovo presidente della Conferenza Episcopale. Zuppi, che già nelle settimane scorse si è espresso chiaramente a favore del governo Draghi è oggi uno degli uomini più vicini a Papa Francesco. E, anche per questo, l’articolo lo dà fra i papabilissimi se Francesco, veramente, dovesse dimettersi. Al punto che gli scommettitori on line lo quotano oggi 14 a Uno.

https://cruxnow.com/news-analysis/2022/07/a-possible-star-turn-in-italy-for-a-leading-papal-contender

Anche il furto di dati, o presunto tale, all’Agenzia delle Entrate fa parlare di noi all’estero. The Register, il quotidiano californiano di informazione sul mondo del digitale, ha pubblicato la notizia che LockBit, banda criminale di ransomware, si vanta di avere sottratto 78 giga di dati nel dal cervello che controlla le nostre finanze. Ci sarebbero documenti, rapporti finanziari, contratti. A Roma però i presunti saccheggiati negano. La richiesta di riscatto, per non rendere pubblici questi documenti, scadrebbe il 31 luglio.

https://www.theregister.com/2022/07/26/lockbit-italy-ransomware-attack/

Il disgelo in corso sta, in qualche modo, ridisegnando i confini fra Italia e Svizzera. Ne parla Channel Asia News che ha mandato l’inviato al Rifugio Guide del Cervino, 3480 metri sul ghiacciaio Thedul. Linea di confine il canale di drenaggio che l’acqua appena sciolta scava nella sua discesa; un torrente birichino che passa sotto il rifugio e lo sta spostando sempre più verso la svizzera. Costruito nel 1984 l’edificio era totalmente in territorio italiano. Ancor oggi il menù per i visitatori è in italiano e si paga in euro, non in Franchi. Eppure, a rigor di accordo, parte della sala da pranzo e una quarantina di letti sono già nel territorio di Zermatt. Il ghiacciaio Theodul, così per inciso, tra il 1973 e il 2010 ha perso un quarto della propria massa.

https://www.channelnewsasia.com/world/melting-glacier-moves-italian-swiss-border-2835656