Ristretto Italiano – 29 aprile 2021

Ristretto Italiano – 29 aprile 2021

In questo numero interamente dedicato all’emergenza Covid: pronto il Recovery Plan italiano; le imprese italiane reggono, parola di Fitch; esplosivo il pericolo nelle carceri; peggiora l’abbandono scolastico; sempre più difficile sfamare gli animali del circo

Francia, Germania e Italia hanno approvato il piano di ripresa. Ne dà notizia il canale greco di EuroNews riferendo l’approvazione del PNRR da parte del Parlamento Italiano. L’Unione Europea, ricorda il servizio, obbliga i singoli a destinare almeno il 37 per cento dei piani nazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici e il 20 per cento all’implementazione del digitale.

Le vaccinazioni aiuteranno le imprese italiane a riprendersi. Questo, in estrema sintesi, ciò che scrive l’agenzia di rating Fitch in un suo recente articolo sulle aziende del nostro Paese. La maggior parte dei rating – si legge – sono rimasti invariati durante la pandemia; e non tutte le imprese declassate nel ’20 – una decina in tutto – lo sono state per gli effetti della pandemia.// C’è quindi resilienza di fronte al calo del Pil di 8,9 punti e si prevede un recupero del 4,3 per cento nel 21 grazie alle vaccinazioni.

Vaccinazioni che devono essere somministrate al più presto nelle carceri – scrive dalla Germania Tagesshau – Con un sovraffollamento crescente, e celle che ospitano fino a 8 detenuti con letti a castello di tre piani, il contagio è una bomba. // Nonostante le proteste della destra, scrive l’articolista, la ministra della Giustizia ha già impartito le istruzioni per cominciare. L’epidemia nelle prigioni significa il pericolo di un collasso negli ospedali.

La pandemia, inoltre, ha aggravato il problema degli abbandoni scolastici. Ne scrive New York Times in un servizio dedicato alla scuola italiana che, con le sue 35 settimane di chiusura nel primo anno di pandemia ha superato di tre volte la Francia, e comunque anche Spagna e Germania. // Presto per le statistiche – scrive l’autorevole fonte americana – ma così facendo un paese già anziano rischia di lasciare per sempre indietro la propria giovinezza.

L’agenzia spagnola EFE, dedica un servizio alla grande crisi che affligge i circhi italiani e, nella fattispecie il circo di Lidia Togni che ancora non sa se, nonostante la riapertura di cinema e teatri, la luce verde arriverà anche per loro. In Italia i circhi sono circa 60. // A ottobre, dice Togni, tutto era stato adeguato alla ripartenza ma dopo solo sette giorni arrivò il secondo lockdown. Abituati a una vita in movimento i 43 lavoratori e i 30 animali dei Togni sono fermi da un anno alla periferia di Roma. // Il solo cibo per gli animali costa 6mila euro al mese e al loro sostentamento fino a ora ha provveduto la Coldiretti.

In chiusura un ringraziamento particolare a Cecilia Masaccio e a tutti gli ascoltatori che, inviandomi link da giornali stranieri, mi aiutano a lavorare meglio. A domani.