Ristretto Italiano – 6 dicembre 2023

Ristretto Italiano – 6 dicembre 2023

Comincio, prima di passare a ciò che si scrive all’estero, da un velocissimo sguardo sui titoli nazionali. Su tutti i funerali a Padova di Giulia Cecchettin e spesso di spalla, sulla maggior parte dei quotidiani nazionali, la notizia della donna sfregiata con l’acido da marito. Sulle prime pagine nazionali si titola oggi molto sugli scioperi: ieri nella sanità, domani nei trasporti. E ancora lo scontro politico sul salario minimo con la legge che arriva alle battute finali in Parlamento

Funerali di Giulia Cecchettin, per cominciare col ristretto di oggi, ripresi anche da numerosi quotidiani europei.

Prendo LE POINT dalla Francia, che titola L’ITALIA SOTTO CHOC PER I FEMMINICIDI RENDE UN ULTIMO OMAGGIO A GIULIA CECCHETTIN

Giulia, diventata suo malgrado donna simbolo della lotta per arrestare le prevaricazioni maschili, abusi che troppo spesso arrivano fino all’omicidio.

Patriarcato che, bensì molto diffuso anche fuori dai nostri confini a vedi Spagna, Grecia, vede noi come Paese simbolo. Abbiamo anche questa croce da portare. Croce che Le Point attribuisce al persistere di una cultura cattolica che amplifica, anziché sradicare, gli stereotipi di genere

Tornando a LE POINT la redazione parla di molte migliaia di persone in piazza a Padova in segno di vicinanza alla famiglia della giovane laureanda in ingegneria biomedica uccisa dall’ex fidanzato che non voleva saperne di lasciarla andare.

L’articolo parla poi della diretta televisiva sui tg, della bara bianca ricoperta di rose, del grande discorso del padre Gino che ha invitato tutti a trasformare questa tragedia in un motore di cambiamento.

Ognuna di noi avrebbe potuto essere al posto di Giulia – ha detto all’inviato francese una delle ragazze in piazza – Noi non ce la facciamo più. Non è possibile morire ancora così”.

Le Point ricorda infine che, in considerazione dei nostri dati, un rapporto indipendente del Consiglio d’Europa ci consigliava già nel 2020 di adottare linee guida nazionali affinché le scuole forniscano lezioni su affettività, sessualità e salute riproduttiva e che invece ancora oggi l’educazione sessuale nelle scuole non è obbligatoria

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Tornato agli onori delle cronache, e non solo in Italia, il generale Vannacci, il militare che nel pieno dell’estate scorsa spopolò, e fece un sacco di soldi, col suo libro pieno dei peggiori luoghi comuni purtroppo ancora troppo radicati negli Italiani. A proposito degli stereotipi

Ne scrivono le Courrier International e, dalla Germania, il sito gay QUEER.

QUEER che riporta la nuova nomina a capo di stato maggiore, benché il ministero affermi che si tratti di un trasferimento senza avanzamento di carriera e non di una promozione e che ricorda come nel suo IL MONDO AL CONTRARIO l’alto militare abbia scritto, tra le altre cose, che gli omosessuali non sono normali, scagliandosi poi contro la cosiddetta dittatura delle minoranze e la presunta, sempre più potente, lobby gay internazionale.

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Intanto, sempre a proposito di questioni di genere INFOVATICANA – anche il Vaticano è estero, alla fine – annuncia che nasce in Italia il primo convento unisex

Da che mondo è mondo, da che Chiesa e Chiesa, la separazione fra uomini e donne nelle strutture chiuse è sempre stata vigilata con particolare attenzione. Ma d’ora in poi non sarà più così nel convento di Santa Caterina del Sasso, sul Lago Maggiore dove uomini e donne non solo pregheranno insieme ma mangeranno allo stesso tavolo e lavoreranno insieme. E il Vaticano lo sa e approva.

Il complesso storico, risalente al 1200, è composto da una chiesa, da un convento e da alloggi per i ritiri spirituali e culturali. Un istituto riconosciuto dalla Santa sede che risale alle prime comunità cristiane e che ora è diventato contemporaneo.

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Torno a Parigi dove l’OCSE comunica che l’Italia rimane il Paese con la maggiore differenza di apprendimento della matematica tra studenti e studentesse. In particolare i ragazzi di quindici anni, su un totale di 81 partecipanti allo studio PISA, hanno ottenuto 21 punti in più – parecchi – delle ragazze. Le femmine al contrario battono i maschi sulla cultura. E comunque, ovunque, complice anche il lungo periodo della pandemia, tra il 2018 e il 2022 il rendimento di tutti è crollato di 15 punti.

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E per chiudere rimanendo in tema di competenze, ma uscendo dalla scuola, EURONEWS pubblica un’interessante studio sulla conoscenza dell’inglese nei diversi paesi europei.

I migliori si confermano anche nel 2023, come da sempre lo sono, i Paesi Bassi. Fare i turisti in Olanda, per chi parli inglese, è molto facile. Ci si capisce molto bene. Risulta poi che anche gli Austriaci se la cavino assai bene classificandosi al terzo posti; molto molto più in bassi i tedeschi, quindi non è questione di lingua madre ma d’altro.

E noi? Noi… ni! Ci confermiamo in una posizione intermedia al livello degli spagnoli e dei francesi. I turisti se non parlando italiano ancora ancora se la cavano, anche perché gli addetti al turismo si barcamenano; va molto peggio invece che lo straniero che debba avere a che fare con uffici, banche, sanità. Nelle scuole e soprattutto nelle università italiane l’inglese è praticato, sempre sperando che la vecchia proposta di Rampelli resti nel profondo di un cassetto.

Lo stesso studio citato testimonia comunque che il livello di conoscenza medio dell’inglese è purtroppo calato dal 2011.

Non so se sia una consolazione ma uno: i turchi lo parlano molto molto peggio di noi e gli inglesi, ahi gli inglesi, parlano sostanzialmente solo l’inglese.