Ristretto Italiano – 7 giugno 2022

Ristretto Italiano – 7 giugno 2022

La guerra mondiale del pane è già cominciata. Vasta eco in tutto il mondo per le parole di Di Maio. La manifestazione romana pro Kurdistan irrita la Turchia che la definisce uno spettacolo scandaloso. I piccoli borghi italiani non amano i nuovi arrivati: tutti i problemi della ripopolazione.

Guerra in Ucraina. L’Italia mette in guardia su ciò che accadrà titolavano ieri molte testate straniere. Le parole del nostro ministro degli esteri, Di Maio, sulla nuova ‘guerra del pane’ già innescata dal conflitto in Ucraina, sono prese sul serio dalla maggior parte degli osservatori internazionali. L’Agenzia Spagnola EFE sottolinea come il blocco del grano in Ucraina – 30 milioni di tonnellate – possa innescare nuovi conflitti in Africa col proliferare di nuove organizzazioni terroristiche e di colpi di stato. Prima dell’invasione russa, l’Ucraina era tra i massimi esportatori di grano e di fertilizzanti a livello mondiale e i suoi prodotti era fondamentali per la sicurezza alimentari in regioni come il medio oriente e il Nord Africa.

https://www.money.ro/razboiul-mondial-a-inceput-italia-avertizeaza-trebuie-sa-il-oprim/

E nel timore che la guerra in Ucraina apra la strada a investimenti cinesi molto più ampi degli attuali nelle industrie tecnologiche italiane, Mario Draghi ha istituito presso la Presidenza del Consiglio, sotto il suo controllo diretto, una task force di informatici e scienziati per monitorare gli approcci fra gli  investitori stranieri e le nostre imprese. Uno corpo governativo di spionaggio industriale, come lo definisce con molta schiettezza, da Tel Aviv, la rivista Israel Defense. Il compito principale della nuova organizzazione – leggo nell’articolo – sarà principalmente la ricerca di società estere che cercano di acquisire infrastrutture, tecnologie e know how in Italia. Il team dovrà essere altresì in grado di neutralizzare le minacce informatiche sempre più pericolose.

https://www.israeldefense.co.il/node/54738

Spettacolo scandaloso. I sostenitori del terrore manifestano in strada a Roma. La marcia contro l’invasione turca del Kurdistan, che si è svolta sabato scorso nella capitale, e che tra gli altri ha visto la partecipazione del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ha particolarmente indispettito il governo di Ankara e i giornali che lo sostengono. Come Haberler che scrive “Sostenitori del PKK hanno marciato a Roma portando striscioni e cantando slogan contro la Turchia”. E fa eco Yeni Akit, giornale turco conservatore islamico che aggiunge: “benché il codice civile italiano preveda che i partecipanti a marce di propaganda di un’organizzazione terroristica vengano arrestati, la polizia è stata a guardare”. Che in realtà più che di sostenitori del PKK si trattasse di pacifisti sotto il solleone a loro poco importa; detta così fa sicuramente più effetto. Ma non distende gli animi…

https://www.haberler.com/dunya/teror-orgutu-sempatizanlari-sokaklar-dokuldu-14995492-haberi/

https://www.yeniakit.com.tr/haber/italyanin-teror-%20Sevgisi-depresti-1662456.html

Pagare le persone per trasferirsi basterà a salvare i borghi italiani più piccoli e isolati? Se lo chiede, in un’inchiesta molto approfondita, il Centro Pulitzer, dagli Stati Uniti, prendendo ad esempio il piccolo comune di Pizzone, in Molise, con la storia di una giovane imprenditrice agricola indipendente, la ventottenne Jessica Santucci trasferitasi da Roma qualche anno fa. Come lei, spiega l’articolo, ci sono numerosi giovani under 35 che, con la vanga in una mano e il portatile nell’altra, sono interessati ad abbandonare la città. Dal 2018, e ancor di più dal 19 quando sono stati offerti da Regione e Europa 700 euro come contributo al trasferimento, c’è stato un flusso crescente che però ha subito una battuta d’arresto con la pandemia. Ma finita la pandemia anche il programma triennale era finito. E poi, osserva l’articolo, molto dei problemi alla base dell’immigrazione che tra ottocento e novecento svuotò questi paesini rimangono: la vita quotidiana che resta durissima, soprattutto d’inverno, l’isolamento dalla rete che nella migliore delle ipotesi è ballerina e, non da ultimo, l’ostilità delle famiglie locali verso gli estranei, italiani compresi.

https://pulitzercenter.org/stories/will-paying-people-relocate-be-enough-save-italys-smallest-most-isolated-villages