Ristretto Italiano – 18 gennaio 2022

Ristretto Italiano – 18 gennaio 2022

Berlusconi sta bluffando? Se lo chiedono tutti e, tutti, rispondono di no. Quattro attentati mafiosi dall’inizio dell’anno nel foggiano: per il sindaco di San Severo una dichiarazione di guerra. Ieri la giornata internazionale della cucina italiana: la migliore perché la più semplice.

Meno 6. Lunedì prossimo cominceranno le votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica e gli inviati delle grandi testate internazionali stanno facendo le valigie Roma. Silvio Berlusconi può davvero diventare Presidente, si chiede oggi da Parigi Le Figaro? La risposta, che emerge da un’intervista al politologo Marc Lazar, è ‘lui ce la sta mettendo proprio tutta’. Le riflessioni sono quelle che conosciamo bene. Due però le conclusioni un po’ fuori dal coro del Figaro. 1. Se Draghi si sposta al Quirinale l’Italia non crolla: da lì lui potrà continuare a sorvegliare, e per sette anni, che quanto da lui impostato prosegua; 2. C’è però il rovescio della medaglia che per l’Italia al Consiglio Europeo siede il Presidente del Consiglio e in quel consesso, in questi mesi, la presenza di Draghi per l’Italia ha significato parecchio.

https://www.lefigaro.fr/vox/monde/italie-silvio-berlusconi-peut-il-vraiment-devenir-president-de-la-republique-20220114

E dalla Svizzera Der Bund si chiede: Berlusconi sta solo bluffando? La risposta è Certo che no. Benché impossibile, alla sua presidenza lui ci crede davvero e non trova d’ostacolo né l’età, né la salute precaria, né i trascorsi giudiziari. Berlusconi continua a credersi l’unto del signore, come Trent’anni fa, e, a differenza di quanto pensano in molti, un piano B, un candidato coperto non ce l’ha. Berlusconi non è nemmeno riuscito a trovarsi un successore nel suo partito.

https://www.derbund.ch/ungeeignet-und-heillos-unbelehrbar-778026386114

Otto bombe in nove giorni: la quarta mafia sfida lo Stato italiano. L’articolo del Post francese, raccolto da Le Courier International, parla della visita della ministra Lamorgese a San Severo, nel foggiano dove sono prese di mira attività imprenditoriali e commerciali. Quattro attentati dall’inizio dell’anno – dice il sindaco – sono una dichiarazione di guerra. Quella che viene definita la “quarta mafia”, spiega l’articolo, è la criminalità organizzata radicata nella Puglia settentrionale. Forse meno famosa di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e camorra ma non per questo meno pericolosa.

https://www.courrierinternational.com/article/criminalite-huit-bombes-en-neuf-jours-la-quatrieme-mafia-defie-letat-italien

Un’altra infermiera arrestata, questa volta a Palermo, per avere solo finto di iniettare il vaccino nei pazienti che facevano richiesta di non ricevere il farmaco. Sembra che il solo fatto di parlarne, anzichè limitare il fenomeno, stia producendo un effetto emulazione. Ad ogni modo, come riferisce El Espanol, testata madrilena, questa donna, che lavora in un ospedale del capoluogo siciliano, ha fornito un falso certificato vaccinale a due parenti oltre che a se stessa.

https://www.elespanol.com/mundo/europa/20220117/detenida-italia-enfermera-realizaba-vacunas-covid-familiares/643185919_0.html

Ieri, 17 gennaio, cosa che non sapevo e che apprendo sfogliando la stampa straniera, era la giornata internazionale della cucina italiana. Sul tedesco Sachsisiche (Zecksisce) leggo che ciò che veramente distingue le nostre preparazioni è la loro semplicità. La qualità dei singoli prodotti è più ricercata delle preparazioni elaborate. Più che da chef e ingegneri del cibo i piatti italiani sono stati inventati da donne che le hanno tramandate alle figlie e alle nipoti e si basano su olio d’oliva, ortaggi e frutta fresca, pesce e cereali. Due curiosità: il ragù bolognese accompagna la pasta solo dal diciannovesimo secolo e i pomodori sono entrati nei menù italiani solo dopo la scoperta dell’America. Idem le patate.

https://www.saechsische.de/meissen/heute-ist-der-tag-der-italienischen-kueche-5606990.html

Su La Vanguardia, giornale di Barcellona, trovo invece un simpaticissimo articolo – almeno lo è per noi italiani – sulle false credenze degli spagnoli circa la cucina italiana. Un articolo che spiega, per esempio, come la pizza non sia solo napoletana. A Napoli è nata ma si è sviluppata con varianti importanti, e certo non da meno, a Roma, per esempio, dove è più croccante; e, sempre a proposito di pizza, non chiedete quella ai peperoni in Italia perché poi ve la portano davvero con i peperoni e non con il salatino piccante come pensate ordinandola. Poi non è vero che il parmigiano va spolverato su ogni tipo di pastasciutta, guai a metterlo sul pesce. Poi ancora non serve mettere un cucchiaio d’olio nell’acqua di cottura della pasta che, in acqua abbondante, non si attacca mai, soprattutto se avete l’avvertenza di scolarla prima che sia colla. E, ancora, tranquilli, anche se burro in spagnolo significa asino, la burrata non è mozzarella d’asina ma di vacca o bufala, morbida come il burro, che è la manteca.

https://www.lavanguardia.com/comer/tendencias/20220117/7987170/10-mentiras-cocina-italiana.html