Roccella e maternità surrogata. Times: come nella DDR

Roccella e maternità surrogata. Times: come nella DDR

 

Maternità surrogata: crimine universale. Continuano da giorni, all’estero, gli articoli su una legge che in Italia è passata poco più che inosservata. New York Times: “Giorgia Meloni sa esattamente quello che fa”

Una coppia gay piemontese confessa al Times: quando a febbraio la nostra bimba nascerà noi rischieremo la galera. Dal quotidiano inglese parole di condanna all’invito alla delazione da parte della ministra Roccella

Sicurezza informatica. Pronte le rogatorie internazionali per scoprire che cosa ci sia nei server nascosti a Londra e in Lituania.

Ripassano il loro italiano i Paperoni inglesi con le valigie già pronte in vista della prima legge di bilancio del governo laburista.

Chi viene, chi se ne va. Gli asili nido di Amburgo cercano personale italiano

 

 

All’estero si continua tanto, e tanto più che in Italia, a scrivere della nostra nuova legge che criminalizza la maternità surrogata anche se viene commissionata fuori dai nostri confini. Gli articoli, soprattutto critici, ma anche a favore, si moltiplicano analizzando sfaccettature e ripercussioni sui singoli attori in campo, diciamo, ovvero padri e madri biologici oltre, naturalmente, alle donne che prestano l’utero.

Aspetti molteplici che analizziamo insieme a voi tramite tre articoli: uno del foglio cattolico francese La Croix, uno dell’inglese Times, un terzo del New York Times.

Comincio da La Croix (la Croce), storico quotidiano francese di ispirazione cattolica fondato nel 1880, che all’argomento dedica un articolo dal titolo “La maternità surrogata criminalizzata in Italia: un primo passo verso la sua abolizione universale?”

Articolo critico che punta l’intera riflessione sullo sfruttamento della donna che offre il proprio corpo per portare avanti la gravidanza conto terzi e che porta molti casi a favore della criminalizzazione universale.

Per esempio il caso di una vedova del Donbass che, all’età di 35 anni, accettò di dare alla luce un figlio per una coppia di forestieri. Per l’impianto degli embrioni andò in Georgia presso la clinica che aveva mediato l’incontro ma poi si trovò di fronte alla pretesa della coppia committente di non tornare in Ucraina per paura della guerra. Pretesero ed ottennero, grazie a una clausola sul contratto, che la donna di trasferisse per tutta la durata della gravidanza in Albania – dove in effetti partorì – costringendola a lasciare i suoi due figli naturali in Ucraina ai nonni.

Ci sono poi la storia di Angela, 28enne colombiana quasi morta di parto al secondo figlio incubato per lo stesso straniero single. Non potrà più avere figli, ma con le due gravidanze potrà estinguere i debiti lasciati dal marito.  E poi ancora Leslie che durante la gestazione per altri scoprì di avere un tumore e si trovò divisa tra la responsabilità di rispettare il contratto ritardando le cure e la preoccupazione di non lasciare orfani i suoi figli naturali. E poi ci sono i figli nati per procura, individui ormai adulti alcune dei quali sanno, altri no, della loro origine e aggiungono alle loro insicurezze l’ansia per non conoscere granché delle proprie radici.

Tutti esempi in negativo, ma non per questo non veri, quelli della Croix per sostenere la necessità di punire chi si fa artefice di questo sfruttamento anche se fuori dai confini nazionali, anche se in Paesi civilissimi, come Canada e Stati Uniti, dove questo è legalmente permesso.

E per un La Croix contrario, troviamo un Times completamente a favore il un articolo intitolato “Potremmo finire in prigione con la nuova legge italiana sulla maternità surrogata”. Articolo, anche questo, che racconta storie individuali di coppie gay che potrete conoscere ascoltando l’episodio odierno di Ristretto Italiano.

New York Times per finire con un articolo dal titolo “Giorgia Meloni sa esattamente quello che fa”. Articolo che descrive come la nostra premier, approfittando del fatto che la stampa main stream argomenti di questo tipo non li copre granchè, fa passare praticamente sotto silenzio leggi che via via limitano le libertà individuali.

Parlando d’altro:  “Lo scandalo della fuga di dati dall’Italia si diffonde a Lituania e Regno Unito, titola l’edizione spagnola di EuroNews.

“Ecco come l’Italia sta attirando i milionari britannici” Oggi, da Londra, è il Telegraph a tornare sulla tassazione forfettaria favorevole per i Paperoni d’oltreconfine. 

Chi viene e chi se ne va. Sui cervelli in fuga, oggi la notizia che arriva dalla Germania, da Der Spiegel, è: “L’asilo nido di Amburgo cerca personale in Italia”

Non ci resta che augurarvi buon ascolto di tutte le notizie, in versione integrale, contenute nel podcast di oggi. Da domani ponte. Arrisentirci a lunedì.