Sanità: arrivano le Brigate d’Oltremare cubane

Sanità: arrivano le Brigate d’Oltremare cubane

L’esperienza della Calabria sembra avere dato, dopo un anno, buoni risultati se anche altre Regioni italiane stanno pensando di reclutare i medici cubani. Dimenticati gli scrupoli etici nella sfruttare persone che nel momento in cui intraprendono le missioni al servizio dell’Avana perdono molti diritti, The Guardian dedica un servizio a “Darci Ossigeno – l’Italia si rivolge a Cuba per aiutare a rilanciare il sistema sanitario in difficoltà”.

L’articolo, che si basa sull’incontro con il portavoce dei circa 500 sanitari arrivati nel gennaio del 2023 in Calabria, chiamati dal Presidente Occhiuto, racconta di come, superate le prime diffidenze dei sanitari locali, dovute soprattutto alle barriere linguistiche, tutto è diventato molto bello, costruttivo e anche divertente. L’Italia ha buoni medici e ottimi macchinari – dice il dottor Asbel Diaz Fonseca – ma il personale è scarso e noi andiamo dove c’è bisogno. Prima di venire qui sono stato per due anni in Mauritania – aggiunge – e questo dice già molto.

Gli ascoltatori di Ristretto Italiano sicuramente ricorderanno su che cosa si basano gli scrupoli etici citati e dei quali ci siamo ripetutamente occupati in passato. Due commissioni di inchiesta, una delle Nazioni Unite e una del Parlamento Europeo hanno potuto assodare, dopo diverse audizioni, che i sanitari che vengono affittati all’estero si mettono in tasca al massimo un quarto dei cinquemila euro che per ognuno di loro, mensilmente, vengono versati all’agenzia interinale cubana. Oltretutto, per il solito timore che possano decidere di non rientrare a Cuba, a lavoro ultimato, hanno un sacco di limitazioni alla loro libertà personale: segnalare i nomi delle persone che frequentano, divieto di allontanarsi dal luogo di lavoro e di possedere un’auto. Divieti rafforzati dal fatto che le loro famiglie sono state trattenute a Cuba.

Che cosa altro si dice di noi oggi, sui media esteri?

La redazione americana di Bloomberg scrive che sul Mess, a fine anno, probabilmente non abbiamo fatto la cosa giusta. Titolo del servizio “Il rifiuto del MES da parte dell’Italia priva l’UE di uno strumento potente

Bad news. Cattive notizie sempre dal fronte del lavoro. Qui è Reuters, sempre da Londra, a scrivere che Stellantis è prossima a licenziare temporaneamente, ovvero mettere in cassa integrazione,  circa 2250 lavoratori nello stabilimento torinese di Mirafiori

L’affare Sgarbi non tramonta. Anzi… Ora del giallo sul quadro rubato si occupa anche la BBC che titola “”Il Ministro della Cultura italiano indagato per un dipinto rubato”. Che poi non è del ministro che si tratta ma di un suo sottosegretario – eh, sì, anche la BBC talvolta è imprecisa – e sarebbe interessante sapere che cosa nel pensa Sangiuliano di questo titolo.

“Una faccia, una razza” Il Ristretto chiude oggi con Greek Reporter che dedica un servizio a “I legami che uniscono greci e italiani

Una puntata che come ogni giorno vale la pena di ascoltare. A fine pagina c’è il player. E se Ristretto Italiano vi piace passate parola.