19 Feb Savona: greggio russo sulla petroliera in fiamme?
Petroliera in fiamme a Savona: un potenziale caso internazionale. A bordo presumibilmente un carico di greggio russo in violazione dell’embargo. Non esclusa la pista terroristica.
Un tempo politico di spicco contro il sistema, oggi è lei, Meloni, l’incarnazione del sistema. E Le Monde parla di involuzione democratica, di roma ostaggio di una deriva illiberale.
Gigafactory di Termoli: Stellantis abbandona definitivamente il progetto. Ora lo stabilimento ex Fiat sarà dedicato alla produzione di componenti per l’ibrido.
Verso il processo per Brian Molko dei Placebo. L’accusa è di vilipendio. Sul palco, a Torino, definì Giorgia Meloni un pezzo di emme, razzista e fascista. Al massimo rischia 5mila euro di multa.
C’è una notizia che ancora non ha acceso più di tanto l’interesse della stampa di casa anche se ci riguarda da vicino, e che potrebbe sfociare in un nuovo caso internazionale: quella della petroliera andata in fiamme nel porto di Savona nello scorso weekend e il cui carico sembra fosse petrolio russo.
Lunga 245 metri, arrivata nel porto Ligure venerdì mattina, verso sera è stata oggetto di un’esplosione e di un successivo incendio che ha distrutto tutto il carico. Certo non un incidente come ne possono accadere se, a quanto risulta, sono immediatamente intervenute le forze speciali della Marina Militare da La Spezia. Intervento dovuto alla necessità di recuperare quanto prima, dal fondale, reperti utili alle indagini e sigillare l’area. Sembra infatti che non esistano grandi dubbi sull’origine dolosa del tutto: le lamiere dello scafo sono piegate verso l’interno e tutt’attorno c’è stata una moria di pesci.
La nave, stando a informazioni di natura giornalistica, prima che investigativa, sembra trasportasse in Europa greggio russo, nonostante l’embargo. Petrolio destinato ad essere mescolato, per confondere le acque – diciamo – a greggio venezolano o, altre volte, a quello libico.
Notizia che in Italia ha avuto poco risalto ma che trovo sulla Pravda Ucraina e su un altra testata del lontano Azerbaigian. Scrive la Pravda Ucraina che l’equipaggio ha riferito di avere sentito due forti esplosioni e, come dicevo, che lo scafo danneggiato mostra una deformazione concava. Scrive anche che la Seajewel, questo il nome della nave, è stata caricata con merci russe per tre volte nel 2024 – in febbraio, marzo e maggio – e che ogni volta è tornata alla base. E aggiunge che era stata avvistata nel porto rumeno di Costanza, sul Mar Nero, dopo essere arrivata dal porto turco di Ceyhan. Successivamente sarebbe partita per il porto russo di Novorossiysk per il trasbordo.
Intanto le maggiori testate internazionali continuano a sorvegliare l’involuzione democratica del nostro Paese, che noi ce ne accorgiamo o no. Le Monde, da Parigi, per esempio pubblica un’inchiesta dal titolo “Meloni consolida la popolarità sconvolgendo la democrazia italiana”.
E continuano le scorribande russe sul nostro territorio. Qui è Reuters a titolare “Siti web italiani presi di mira da presunti hacker filorussi”.
E sempre sulle vicende poco chiare, e che nessuno chiarisce, legate allo spionaggio internazionale ai danni di giornalisti e attivisti umanitari, Euractiv dà oggi voce alle proteste del PD in Parlamento Europeo titolando “Lo scandalo spyware in Italia scuote la Nazione, ma l’UE resta impassibile”.
Stellantis conferma nei fatti lo stop al progetto che avrebbe fatto degli stabilimenti di Termoli la grande gigafactory per la produzione di batterie elettriche.
E’ la rivista di settore francese Journal Auto a scrivere che “Stellantis produrrà a Termoli, Italia, componenti per veicoli ibridi”.
Trova spazio su diverse testate europee la formalizzazione delle accuse contro i Placebo per avere offeso la nostra premier durante un concerto di due estati fa. The Guardian titola “Il frontman dei Placebo Brian Molko accusato di avere definito Meloni fascista e razzista”
Un paio di suggerimenti turistici, in chiusura, che arrivano da Forbes, la rivista patinata statunitense di economia, finanza, lifestyle. Titolo di un articolo indirizzato a un pubblico di ricchi americani, ma del quale anche noi, che siamo qui, potremmo fare tesoro è “Dove trovare le strade più belle d’Italia secondo un nuovo progetto turistico”.
A tutti buon ascolto e a domani