Soccorso Argentino: da Buenos Aires i medici per la Sicilia

Soccorso Argentino: da Buenos Aires i medici per la Sicilia

In principio furono i medici cubani…

Cominciamo oggi con una notizia presa in prestito dall’inglese Guardian il servizio sui medici argentini che vengono in Sicilia. Titolo: “Voglio fare la mia parte: i medici argentini vengono in aiuto alla crisi ospedaliera italiana”. Come i cubani in Calabria, ma molto meglio in quanto gli argentini vengono in Italia da uomini liberi.

Per gli argentini a Mussomeli il discorso invece è molto diverso e vale la pena di essere raccontato. Il Guardian lo fa raccontare ai diretti protagonisti cominciando dalla donna che, per uno di quegli strani incroci della vita, si è trovata a dare una mano concreta alla sanità siciliana.

Tutto cominciò quando Erika Moscatello, donna argentina di origini italiane, raccolse l’invito di comprare una casa a un euro a Mussomeli. L’inizio dell’esperienza, nel 2021, fu travolgente salvo sperimentare, quando il figlio ebbe bisogno di cure mediche urgenti, la semi paralisi della sanità siciliana. L’ospedale locale aveva chiudo pediatria e di lì a poco dovette rinunciare anche a ginecologia e chirurgia per mancanza di personale sanitario.

Donna Erika non si perse d’animo, contattò un amico rettore dell’Università di Rosario, in Argentina, chiedendo se qualche medico dei suoi fosse interessato a un’esperienza in Sicilia. E, stante la situazione drammatica dell’economia argentina, in pochi giorni arrivarono 5mila domande che si ridussero a nove assunzioni.

Quello di Mussomeli però non fu che un inizio dal momento che altri ospedali siciliani seguirono la stessa strada, e ora nella Regione lavorano 99 medici argentini.

Il Guardian ne ha incontrati alcuni. Come il dottor Alejandro Bertolotti, prima a capo della cardiologia e trapianti di un ospedale di Buenos Aires, che seppe dell’opportunità attraverso uno dei tanto vituperati gruppi di Whatsapp. Lui e la sua famiglia sono a Mussomeli già da un anno con uno stipendio di 3.000 euro che prima poteva solo sognare, e per di più non divorato dall’inflazione. “Quando dissi a mia nonna che avrei lavorato nell’Italia che le aveva lasciato si commosse”

Poi ci sono Marin Venturini, chirurgo, Laura Lator, gastroenterologa per la quale, ammette lei, trapiantarsi da una città di 16 milioni di abitanti a una di diecimila non fu facile.

E c’è il capo equipe, l’italiano Giovanni di Lorenzo, che sottolinea una cosa che l’ha molto colpito: in Argentina i medici non interagiscono con i pazienti, a loro ci pensano i parasanitari e – dice Di Lorenzo – quando ho visto uno di loro abbracciare un paziente appena operato mi sono detto “E’ fatta. L’integrazione funziona”.

L’articolo del Guardian si dilunga a spiegare lo stato disastroso della sanità italiana. Questo ve lo risparmio. Chiudo sugli argentini precisando che su di loro pende purtroppo una spada di Damocle non da poco. Le loro lauree non sono automaticamente riconosciute in Italia, e l’apertura di cui ora essi possono godere, dei tempi dell’emergenza Covid, scadrà nel 2025.

E volendo vedere lo stesso argomento in controcampo, cioè dall’America Latina, il sito della rivista argentina Ambito scrive: “Lavorare in Italia: cercano medici e infermieri argentini e pagano stipendi dal oltre tremila euro. Eccome come e dove iscriversi. Assunzioni immediate”. Articolo, questo, che va oltre Mussomeli e si allarga a progetti simili aperti in Lombardia dove la Regione assumerò 4/500 medici e infermieri provenienti dall’Argentina e dall’Uruguay. Due Paesi, questi, scelti – dice Guido Bertolaso, oggi assessore regionale – in quanto hanno buone scuole con programmi di studio simili a quelli europei

 

 

 

Per quanto riguarda il sommario delle altre notizie presenti in questo episodio di Ristretto Italiano, cominciamo dal sito Belga Data News sull’”Italia che prepara la legge sulla privacy online dei minori”, una normativa che dovrebbe rendere più difficile, per i genitori, mettere on line gran parte della vita dei propri figli.

Sempre a proposito di ragazzi, sono tantissimi, oggi, i giornali e i siti francesi e belgi e raccontare della “Ragazza Belga dimenticata in un autogrill italiano durante una gita scolastica”. Ce la riferisce il sito di Le Soir.

Ricordate quando un paio di settimane da abbiamo parlato della battagliera direttrice tedesca dell’Accademia di Firenze e della sua lotta per la tutela dell’immagine delle opere artistiche, a cominciare dal ‘suo’ David?

Dal Regno Unito lo Scottish Legal riferisce dell’interminabile battaglia legale tra l’Italia, e la Ravensurg, una delle tante aziende produttrici di puzzle che stanno usando l’immagine, per i loro giocattoli, dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci.

A chiudere, gli inesistenti spaghetti alla bolognese visti dall’Australia. E’ WA Today, da Perth, a titolare “Il piatto italiano che gli australiani amano sbagliando completamente”

Buon ascolto