22 Gen Solo la Meloni da Trump: analisi di una scelta
Giorgia Meloni: l’Unica Leader Europea all’Inaugurazione di Trump. Un Ponte tra Stati Uniti e Europa? Forse, ma solo se l’Italia saprà diventare una potenza più forte. Perchè oltre a un certo limite empatia e rapporti personali non bastano più.
Migranti in Strada a Torino per un Permesso di Soggiorno. Con un clima sempre più rigido decine di migranti affrontano il freddo e l’umiliazione per ottenere documenti essenziali. Quando basterebbe un click.
Abusi nella Chiesa Italiana: Emergenza e Silenzio. Un rapporto choc rivela 67 casi di abusi sessuali su minori nella diocesi di Bolzano-Bressanone dal 1963, mettendo in luce il fallimento sistemico della Chiesa.
Sciatori avvisati, mezzi salvati: le regole da non infrangere sulle piste! Dalla sicurezza al divieto di alcol: ecco cosa rischi se non segui le norme in pista!
“Giorgia Meloni sarà più americana che europea?”.
Il nostro podcast si apre oggi con un articolato articolo inchiesta che Le Figaro dedica alla nostra premier il giorno dopo dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca. Cerimonia alla quale Meloni ha preso parte, unica leader europea di stato presente, e anche unica mondiale, non fosse stato che per il presidente argentino Milei al cui fianco era seduta.
Meloni lo sognava ma era ancora titubante ad andare – scrive lo storico quotidiano dei conservatori francesi – proprio per il fatto che lei era l’unica capo di un governo europeo presente alla cerimonia. Ne aveva anche discusso in anticipo con Ursula von Der Leyen. Ma poi come rifiutare un invito personale, segno che il nuovo presidente americano ti considera un interlocutore privilegiato. Del resto – è ancora Le Figaro che scrive – se si fosse avverato il miracolo di un terzo faccia a faccia in meno di due mesi, da tributo rischioso la sua presenza si sarebbe potuta trasformare in un successo diplomatico. Ma il miracolo, almeno questo, non c’è stato.
La diplomazia resta, ad ogni modo, il fondamento della credibilità di Giorgia Meloni la quale, come prima di lei Silvio Berlusconi, ama personalizzare i rapporti diplomatici scavalcando i suoi intermediari e usando un’indiscutibile empatia per cementare le relazioni dirette.
Lo dimostra del resto la rapidità con la quale ha fatto liberare l’8 gennaio Cecilia Sala e che contrasta con la sorte dell’ostaggio francese Olivier Grondeau, in carcere da quasi due anni e mezzo. Usando un misto di fortuna e audacia, la premier italiana è riuscita a sequestrare il presidente – ancora solo eletto – per un paio di ore convincendolo a rinunciare a una richiesta di estradizione che in ogni caso ha leso gli interessi degli Stati Uniti”. L’Italia ha sempre negoziato e pagato per la liberazione dei suoi ostaggi e qui ciò che più è nuovo è che una premier in persona se ne occupa direttamente usando i suoi rapporti personali”. Costruire una triangolazione Italia-Stati Uniti-Iran in un momento di transizione negli Stati Uniti è stato molto giudizioso”.
Se ancora non sappiamo che cosa Meloni si sia impegnata a dare a Trump in cambio della sua disponibilità – è ancora Le Figaro che scrive – certo la abbiamo vista il giorno dopo, alla Conferenza Stampa di fine anno, farsi ambasciatrice dello stesso Trump per dare un’interpretazione autentica, diciamo, delle parole sulla Groenlandia, affermando che si è trattato solo di un avvertimento a Pechino, e senza nemmeno considerare di prendere le difese dell’europea Danimarca.
Meloni, decisamente atlantista. Molto di più di quanto ci si potesse aspettare, in quanto così tradisce anche la tradizione filorussa, filopalestinese e antiamericana del suo partito di origine, il Movimento Sociale.
E allora, si chiede per chiudere la redazione parigina, basterà mantenere buoni rapporti sia con Trump sia con la Von Der Leyen per farla diventare la diplomatica dell’asse transatlantico e garante tra Europa e Stati Uniti? Forse si. Senza mai dimenticare però che alla fine ciò che pesa sul piatto della bilancia è la credibilità del Paese che governa e che fino a quando la fragile Italia resterà una potenza media nemmeno l’empatia di un leader basterà a compensare le debolezze strutturali del Paese.
E giusto per fare gli americani, in un momento in cui Trump sfodera la faccia dura contro gli immigrati, nemmeno noi ci sottraiamo a fare la nostra parte. Se è vero, come è vero e riportato da Info Migrants, che a Torino “I migranti sono costretti a dormire in strada per potere richiedere il permesso di soggiorno”
Sempre sulla politica italiana non è sfuggita alla stampa estera, come scrive la testata turca Haberturk, “La bocciatura della richiesta di sottoporre a referendum in Italia la legge sull’autonomia”
Altra notizia che ha fatto parecchio rumore, fuori d’Italia, è il nuovo caso di abusi emersi nella Chiesa italiana dopo la dichiarazione del vescovo di Bressanone
Ne scrive per esempio il quotidiano israeliano Israel Haymoh che titola “La vicenda che sconvolge l’Italia: preti abusano sessualmente di decine di minori – La Chiesa ha a lungo chiuso un occhio”
Sul caso hanno scritto la Frankfurter Allgemeine Zeitung “In Alto Adige c’è il coraggio di guardare”
E il francese Le Petit Journal: “Rivelazione di 67 casi di abusi sessuali nella Chiesa dell’Alto Adige”
Restando sulle cose di Chiesa la stampa estera di tutto il mondo continua a rilanciare, anche dopo settimane, la notizia secondo la quale nei seminati italiani ora verrebbero accettati anche ragazzi omosessuali.
Notizia interessante. Se fosse vera. Ma sostanzialmente nulla cambia e il perchè lo spiega l’agenzia di stampa cattolica viennese Kath Press, in un lancio titolato “Esperto di regole dei seminari non vede alcun allentamento nelle regole per i seminaristi gay”.
Infine una notizia rivolta da Merkur agli sciatori tedeschi ma che interessa da vicino a tanti di noi: “Anche per frequentare le piste di sci ci sono regole precise da rispettare”
Buon ascolto e a domani