Stiamo scivolando verso uno stato di polizia?

Stiamo scivolando verso uno stato di polizia?

Ormai la stampa estera comincia a chiederselo senza giri di parole. Dal carabiniere sorpreso dalle telecamere a dire che Mattarella non è il suo Presidente, che lui non si riconosce in Mattarella, alle cariche di polizia sempre più frequenti con i nostri governanti che difendono chi la il manganello dalla parte del manico l’impressione è che il nostro Paese stia scivolando verso una deriva autoritaria. E se lo chiedono, già dai titoli, due importanti testate, una svizzera e una argentina.

Le Temps, dalla Svizzera, titola “L’inquietante deriva autoritaria del governo Meloni”. Le violenze della polizia subite dai giovani manifestati filo-palestinesi sono l’ultima manifestazione del clima di intimidazione instaurato dall’estrema destra.

Dopo avere riepilogato, per i propri lettori, i fatti di venerdì della settimana scorsa l’articolo svizzero richiama l’intervento del presidente Mattarella, quando chiese spiegazioni al ministro dell’Interno, affermando che questo intervento sottolinea quanto sia grave la situazione. Il discorso è quello in il il Capo dello Stato ricordò a Piantedosi come i manganelli siano solo un’espressione di fallimento.

Dichiarazione nonostante la quale, la premier Meloni è rimasta in silenzio tra i colleghi di governo che hanno difeso, a una voce, gli agenti. Salvini, addirittura, li ha sostenuti dicendo che “se vai a una manifestazione autorizzata senza offendere, senza aggredire, senza minacciare, senza sputare non hai nulla da temere”. Parole che lascerebbero intendere – sottolinea Le Temps – che le manifestazioni debbano essere autorizzate quando in realtà la Costituzione Italiana difende il diritto a riunirsi liberamente dopo avere semplicemente comunicato il raduno alle autorità. Un Salvini, dunque, vicepremier, che si mette apertamente contro il Capo dello Stato.

Ricorda ancora il servizio che negli ultimi mesi le forze dell’ordine si sono spesso trovate in prima pagina per una serie di gaffe. Come quella volta in cui, un mese fa a Milano, le telecamere riuscirono a catturare un battibecco tra un’anziana signora e un carabiniere durante in quale il militare diceva che Mattarella non è il suo presidente. E lei gli aveva risposto, ironica “Ma allora di che Paese sei?” Parole, quelle del Carabiniere, che fanno eco alla riforma presidenziale avviata dalla Meloni.

L’Italia, conclude l’articolo, è di fronte a un clima di repressione per il momento tiepido tuttavia in grado di diffondere una sensazione di insicurezza. Come alle manifestazioni pr Navalny nelle quali i partecipanti si sono sentiti chiedere i documenti dalla Digos. La repeessione del diritto a protestare è uno dei primi obiettivi dei regimi autoritari. E la prova del nove, secondo la redazione ginevrina, starebbe nel fatto che a gennaio nessuno fermò, né fece identificare, i partecipanti al raduno neofascista di Roma con tanto di braccia tese.

Servizio sullo stesso tenore, dicevamo, anche dall’Argentina dove Pagina 12 titola “Italia: allarme per l’estrema destra”

 

Sulla stampa estera di oggi c’è anche tanta archeologia che ci riguarda. Dalla Germania la Berliner Morgenpost riferisce che “I ricercatori in Italia trovano prove dell’esistenza di una creatura mistica” e che quella creatura potrebbe essere Polifemo.

E dalla Spagna, El Debate, dedica invece un ampio servizio a quella che fu “La prima città romana fuori d’Italia”.  Quale sia lo scoprirete ascoltando l’episodio odierno. Qui diciamo solo che è sulle rive del Guadalquivir.

E chiudiamo oggi con la crisi del risotto raccontata dal Guardian con la lotta per salvare dall’estinzione uno dei piatti più amati dagli italiani.

Buon ascolto di Ristretto Italiano. Il player è qui sotto