Terremoto giudiziario a Milano. Ma non è Mani Pulite.

Terremoto giudiziario a Milano. Ma non è Mani Pulite.

 

 

Milano nell’occhio del ciclone giudiziario 33 anni dopo Mani Pulite. Corruzione, affari e politica: un nuovo terremoto nella città italiana dei grattacieli. Sotto indagine i grandi progetti immobiliari che hanno trasformato la città quando mancano pochi mesi alle olimpiadi invernali del 2026.

Felix Baumgarten: addio all’uomo dei record. La tragedia del paracadutista supersonico nei cieli delle Marche. Il suo parapendio si è schiantato su una piscina di Porto Sant’Elpidio. Era diventato leggenda nel 2012 lanciandosi da 38 km d’altezza.

Carceri italiane verso il decongestionamento. Presto i domiciliari per più di diecimila detenuti con meno di due anni residui da scontare.

Italiani e Patria: il dilemma dell’arruolamento. Solo il 16 per cento pronto a combattere anche se la percezione diffusa è quella di una guerra alle porte.

 

Che cosa scrive la stampa internazionale dell’Italia e degli Italiani? Inevitabile, oggi, cominciare dall’inchiesta giudiziaria che trentatré anni dopo Mani Pulite torna a sconvolgere Milano e la commistione tra affari e politica che sta sotto ogni decisione pubblica. Con una settantina di richieste di arresti e di alti funzionari pubblici indagati, tra i quali in sindaco Sala, un’inchiesta giudiziaria che rischia di segnare uno spartiacque per Milano: da simbolo europeo di sviluppo urbano a città sotto assedio giudiziario con ricadute profonde su investimenti, accesso al mercato immobiliare, fiducia nelle istituzioni.

Ne hanno scritto le maggiori testate economiche internazionali in questi giorni. Il Financial Times titola “Un’inchiesta per corruzione scuote la città dei grattacieli di Milano”; Bloomberg da New York: “’L’inchiesta sulla corruzione a Milano getta un’ombra sul boom immobiliare”.

Un’inchiesta, sottolinea una delle più importanti redazioni economiche al mondo, che ha sconvolto una città nel mezzo di una rinascita immobiliare. Un tempo cuore pulsante del settore manifatturiero italiano, negli ultimi anni le aree industriali del centro di Milano si sono trasformate in scintillanti palazzi di uffici e residenze di lusso, con prezzi che sfidano la gravità e surclassano quelli del resto del Paese, dove i valori sono stagnanti.

E poi, cosa di cui abbiamo parlato qui a Ristretto diverse volte, fino a pochi giorni fa, Milano è anche diventata una calamita per chi viaggia a livello internazionale, attratto in Italia dal suo regime fiscale favorevole per i redditi più alti. Ed ecco che proprio qui, proprio adesso a pochi mesi dalle olimpiadi invernali di febbraio 2026, arriva questa indagine giudiziaria della procura di Milano a fare tremare gli uffici del governo cittadino.

70 indagati, dicevamo, tra cui il sindaco Sala e diversi grandi nomi dell’imprenditoria milanese. Tra gli operatori di spicco figurano i nomi di Manfredi Catella, ceo di Coima, uno dei principali sviluppatori immobiliari, professionista come l’archistar Stefano Boeri nonché figure chiave dell’ufficio pianificazione urbana del Comune.

E sempre come dicevamo l’indagine ipotizza l’esistenza di un sistema di relazioni malate, se così si può dire, tra istituzioni pubbliche, professionisti, e operatori private. Sui tavoli, come sempre, scambi di favori e tanta opacità amministrativa. I progetti chiave coinvolti sono tutti quelli che hanno riguardato e che riguardano la rimodellazione dell skyline di Milano con nuovi palazzi e tanti grattaciali. E per il comune la perdita di centinaia di milioni di euro di oneri di urbanizzazione e con il conseguente aumento vertiginoso dei prezzi che aumentano l’esclusione sociale e la crisi abitativa.

Qualcuno andrà in galera? Sarà una nuova Mani Pulite? Presto per dirlo, molte cose sono cambiate, anche nella percezione della corruzione. Ad ogni modo noi saremo sempre qui a riferire.

 

 

 

Un’altra notizia che ci riguarda, se non altro per il ‘dove’ è accaduta, è quella dell’assurda morte dell’uomo che in caduta libera, paracadutatosi dalla stratosfera, superò il muro del suono. Parliamo dell’austriaco Felix Baumgarten, morto mentre era in volo sul suo parapendio sui cieli delle marche il cui corpo ormai senza vita è precipitato sulla piscina di un residence di Porto Sant’Elpidio.

Il Washington Post ha titolato “Muore in un incidente Felix Baumgarten, il paracadutista che si lanciò dai bordi dello spazio”.

Poi c’è The Atlantic, settimanale del New York Times, a titolare “Felix Baumgarten, l’uomo che si lanciò dallo spazio, muore dopo un incidente col parapendio in Italia centrale”.

Dall’Austria, il suo Paese, Niederösterreichische Nachrichten, sotto il titolo “La telecamera nell’elica potrebbe avere causato la morte di Baumgarten” scarta l’ipotesi del malore in aria e appogia l’ipotesi che la telecamera fissata con un cordino in cima all’elica possa averne interrotto il funzionamento

 

Passando alle altre notizie. Alcuni giornali francofoni riferiscono, divertiti, la notizia, in realtà un po’ macabra del, come titola La Libre dal Belgio, del settantenne di Tarquinia che, dichiarato morto si è risvegliato mezzora dopo.

Sempre cronaca, dalla Spagna ABC dà la notizia, anche qui come da titolo, dell’ “evaso italiano scappato poco dopo essersi laureato all’Università di Bologna e ripreso, due settimane dopo, a Barcellona”

Sempre carceri, sempre dalla Spagna. Europa Press, da Madrid, titola “L’Italia propone il rilascio di 10mila detenuti per ridurre in sovraffollamento delle carceri”

In chiusura. Curiosi di sapere quanti Italiani sono pronti a combattere per il nostro Paese? Lo ha rivelato il Censis e lo riporta Reuters in un articolo dal titolo “Solo il 16 per cento degli italiani combatterebbe per il proprio Paese”

Buon ascolto a tutti e appuntamento a domani