28 Lug Tutti innamorati di Giorgia
Incroyable Italie. Incredibile Italia. Dopo Time anche il francese Le Point dedica copertina e servizi interni a tutto ciò che l’Italia di oggi ha da insegnare alla Francia.
Ponte di Messina. Arrampicata sugli specchi epr cercare di dimostrare che già alla nascita il progetto fu concepito come infrastruttura militare. Insorge il mondo accademico: ma quando mai se le strade e le ferrovie che portano, e ripartono dal ponte non reggono un solo carrarmato.
Ufficiale: Carrefour abbandona l’Italia. Cessione simbolica da un euro ma con oneri milionari, perdite e debiliti per oltre 900 milioni. Ritorna la Giesse delle origini.
Nasce il codice degli influencer. Mentre un tik toker spagnolo spopola con un video nel quale assaggia la razione militare italiana. Tra gelatine di tacchino e riso insapore sentenzia che va bene giusto per il cane.
Un weekend quello appena trascorso in cui si è parlato abbastanza della copertina che Time, la rivista americana diffusa in tutto il mondo ha dedicato a Giorgia Meloni. Certo non la prima leader italiana, prima di lei ci furono Monti, Draghi, Berlusconi, persino Salvini ma né Renzi né Conte… Esserci tuttavia è segno di riconoscimento di peso politico.
Qui a Ristretto Italiano ne abbiamo parlato venerdì scorso, vedo che nel frattempo quasi tutti i quotidiani italiani hanno fatto una sintesi dell’articolo e ognuno pro domo sua… Trattandosi, naturalmente, di un servizio a luci e ombre, quelle di Time, ognuno sintetizzandolo lo ha stiracchiato dalla propria parte…
E ora, a rincarare la dose sul riconoscimento internazionale della nostra leader, arriva il settimanale francese Le Point che all’attuale governo italiano dedica praticamente un fascicolo intero. Dalla copertina, “Incroyable Italie”, “Incredibile Italia – Giorgia Meloni l’acrobata. Inchiesta su un fenomeno” a una serie di articoli interni sul nuovo miracolo italiano.
Un fascicolo che comincia con la “Cartella dei colori politica” spiegando l’orientamento dei diversi partiti che sostengono la coalizione, e che segue con la presa di distanze dai nostalgici del fascismo.
Ma gli articoli certamente più interessanti sono quelli che seguono. Il primo, “Il melonismo applicato all’immigrazione” spiega come la premier italiana, che in campagna elettorale parlava addirittura di distruggere gli scafi, abbia tenuto fede all’applicazione di uno pseudo blocco navale. Per esempio la guerra alle ONG, con i sequestri delle navi e le nuove regole sui soccorsi in mare; per esempio l’esternalizzazione dei centri per i migranti in attesa di esame dei requisiti in Albania. Anche qui più fumo che arrosto, come noi tutti sappiamo, ma, come l’articolo spiega bene, ciò in cui Meloni è maestra è soprattutto la comunicazione di ciò che fa e di ciò che vuol far credere di fare.
Successivamente un articolo dal titolo “Quale lezione dall’Italia per la Francia” spiega come, da pecora nera dell’Europa l’Italia stia velocemente diventando un modello da imitare a cominciare dal jobs act – che non fu di Meloni ma di Renzi – che ha di fatto superato anche pere gli Italiani il mito del posto a vita, ad un nuovo senso di imprenditorialità che potrebbe presto recuperare il gap accumulato negli ultimi venticinque anni. A Giorgia Meloni viene sostanzialmente riconosciuto un approccio pragmatico, sia sul fronte economico, che finanziario, che delle relazioni internazionali, che ha contribuito a rafforzare la stabilità e l’immagine internazionale dell’Italia negli ultimi anni.
E non è finita. Nel numero di Le Point praticamente tutto dedicato all’Incroyable Italia c’è ancora un lungo servizio su “Milano, nuovo eldorado dei ricchi”. Un servizio che parla della rinascita portentosa del capoluogo lombardo, ne decanta l’attrattività e anche la vicinanza alla Francia e a località come Montecarlo e St. Tropez ma che dimentica, o forse ancora non sapeva al momento della stesura, il terremoto giudiziario che si è scatenato proprio sulla costruzione della muova metropoli del nord Italia.
Polemiche politiche. Politico, la rivista geopolitica statunitense con redazione anche a Bruxelles, ritorna sul Ponte di Messina e sullo sfottò alla dichiarazione che si tratta di un’infrastruttura militare per potere imputarne il costo, elevatissimo, al capitolo spese militari, e raggiungere così l’agognato obiettivo del 5 per cento. Titolo “Il ponte di Sicilia non è una finzione militare, assicura il costruttore”
Ancora Meloni, ancora governo. A questo giro sulla risposta alla dichiarazione di Emmanuel Macron di volere riconoscere lo stato palestinese. Una dichiarazione ripresa da Reuters, “Meloni: riconoscere lo stato palestinese prima della sua costituzione potrebbe essere controproducente” e anche da The Times of Israel, praticamente sotto lo stesso titolo.
Da molta stampa francese, tra cui Le Figaro, la notizia di Carrefour che, come anticipato anche da Ristretto Italiano nelle settimane scorse, ha deciso di vendere tutte le sue attività in Italia al gruppo agroalimentare italiano NewPrinces al prezzo simbolico di un euro. Titolo: “La filiale italiana del colosso francese della vendita al dettaglio ha registrato perdite significatine nel 2024”
Due notizie per chiudere. “L’Italia introduce il codice degli influencer” e, sempre sul mondo degli influencer, come titola ABC dalla Spagna “Uno spagnolo assaggia la razione alimentare dell’esercito italiano e ne commenta il sapore: “La darò al mio cane”
Sentite un po’ che roba… a domani!