11 Lug Ucraina: Italia sotto i riflettori
Ricostruzione dell’Ucraina: Italia al centro della scena internazionale. Meloni e Zelensky inaugurano i lavori mentre Mosca intensifica i bombardamenti su Kiev. “Meloni e Merz: è come quando ricostruimmo i nostri Paesi sulle macerie della seconda guerra mondiale”
Libia. I silenzi e le polemiche sui giorni di Al Masri a Torino. Dal Tribunale dei Ministri nuove prove che sbugiardano quanto asserito dal ministro Nordio in Parlamento: i suoi funzionari sapevano e ordinarono la massima segretezza.
Bresaola valtellinese prodotta con carne americana per evitare i dazi. Fa solo ridere la proposta del ministro Lollobrigida. Lidea è in totale contrasto con le regole commerciali europee che da sempre vietano accordi commerciali dei singoli Stati con Paesi terzi.
Agricoltori ferraresi in allarme: il fenicottero rosa sta facendo terra bruciata delle risaie locali. Addio risotto, tutte le contromisure si sono sinora rivelate inefficaci.
L’Italia è ancora una volta protagonista sulla scena internazionale con la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina in corso a Roma.
Si tratta della quarta conferenza annuale, da quando è cominciata l’invasione russa, si concluderà oggi e riunisce nella capitale leader politici, rappresentanti di oltre cento delegazioni ufficiali, 40 organizzazioni internazionali e circa 2mila aziende e attori della società civile.
Per valutarne la portata ci affidiamo come sempre alla stampa internazionale.
ABC News, dagli Stati Uniti, titola “L’Italia apre la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, mentre permangono dubbi sul proseguimento degli Stati Uniti per la difesa”. Articolo che sottolinea come, mentre Meloni e Zelensky si incontravano per dale l’avvio ai lavori la Russia bombardava la capitale ucraina con uno dei più pesanti attacchi missilistici contro Kiev dall’inizio della guerra.
Scrive ABC che l’intento di Meloni è di arrivare a sbloccare oltre dieci miliardi in singoli accordi di garanzia e sovvenzioni e che la Commissione Europea, da parte sua, ha annunciato la costruzione del più grande fondo azionario ad oggi a sostegno dell’Ucraina. Secondo le stime della Banca Mondiale la ripresa dell’Ucraina, dopo tre anni di guerra, costerà oltre 500 miliardi di euro nel prossimo decennio.
Reuters, nel lancio dal titolo “La conferenza impegna oltre dieci miliardi di euro per la ricostruzione dell’Ucraina” sottolinea come Meloni, e il tedesco Merz abbiano citato, nei loro discorsi, la ripresa di Italia e Germania dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale, come esempio di ciò che oggi e domani noi potremo fare per Kiev.
E poi c’è Euronews con il titolo “I leader europei sollecitano gli investimenti mentre inizia la conferenza di ripresa tra Italia e Ucraina”. E anche Euronews, dopo avere sottolineato come Putin continui a far bombardare Kiev con maggiore intensità, Zelensky si trovi ad affrontare la sfida di ricostruire le proprie infrastrutture e di attuare riforma in linea con i valori dell’Unione Europea nel suo percorso verso l’adesione.
Chiudiamo con NBC, ancora dagli Stati Uniti, che un lancio lo ha dedicato, all’ “Incontro tra Volodymyr Zelensky e Papa Leone 14esimo”. Un incontro avvenuto a Castelgandolfo durante il quale il leader ucraino ha ringraziato il Vaticano per avere facilitato il ritorno in Ucraina dei bambini che erano stati deportati in Russia.
Entrambi hanno espresso la volontà che i futuri colloqui di pace si possano svolgere presso la Santa Sede e si è concluso con l’invito del Papa a Kiev per dare un segnale forte.
Cambiando argomento, ma rimanendo sulla politica internazionale, praticamente nessuno sembra essersi accorto, e tantomeno scandalizzato, dal divieto di ingresso in Libia per il nostro ministro degli interni. E tutto questo mentre in Italia si riaccende il dibattito sui giorni in cui il torturatore libico Almastri, destinatario di un ordine di arresto da parte della Corte Internazionale dell’Aia, venne individuato a Torino, fermato, poi subito rilasciato e portato a Tripoli su un nostro aereo di stato. Qui è Swiss Info, dalla Svizzera, a titolare “Secondo quanto riportato dai media, l’Italia impose il silenzio sull’arrivo del dittatore libico ricercato dalla CPI”. medios/89653316
Passando da un ministro all’altro, non è certo passata inosservata l’ultima esternazione del ministro dell’agricoltura, il nostro Lollobrigida, su, come titola Euractiv, “la curiosa proposta italiana di importare dagli USA la carne per fare la bresaola per poi rivendergliela eludendo i dazi”
E per rimanere nel campo agroalimentare da Londra, dall’Independent, vi proponiamo l’articolo dal titolo “Un nuovo parassita minaccia il risotto italiano: il fenicottero rosa”.
Quello che sta succedendo scopritelo da voi ascoltando il podcast. Appuntamento a lunedì prossimo