Un’altra tassa per fare cassa: imposta di soggiorno a 25€

Un’altra tassa per fare cassa: imposta di soggiorno a 25€

Settembre è arrivato ma a Ristretto Italiano si continua a parlare di turismo e di vacanze in quanto è ancora una volta una tematica turistica che fa parlare di noi: la tassa di soggiorno. Ovvero ciò che le strutture ricettive riscuotono per conto dei rispettivi comuni per ogni giorno di permanenza in città.

Oggi l’imposta di soggiorno varia da uno a cinque euro massimi e viene riscossa per ogni notte di pernottamento. Ora però si discute di innalzare il massimale. Si parla fino a 25 euro. E la polemica esplode. Al punto che solo ieri ne hanno scritto Le Figaro da Parigi e il Financial Times da Londra.

Comincio da qui, Financial Times, che titola “l’Italia valuta il forte aumento della tassa di soggiorno in preda al furore per l’impatto dei visitatori”. E già si polemizza sul fatto che molte amministrazioni useranno gli introiti per pareggiare altri conti in sospeso che nulla c’entrano con l’accoglienza dei turisti. Un po’ come per gli autovelox, tanto per capirci con esempi che tutti conosciamo.

Da 1 a 25 euro, dunque,  secondo le località, le stelle degli alberghi scelti e gli appetiti locali. E gli albergatori – che continuano a essere dei puri esattori – sono già sul piede di guerra. “L’obiettivo deve essere quello di sostenere la crescita, non di rallentarla” dice Confindustria Alberghi avvertendo che la concorrenza con altre destinazioni europee è molto forte e l’aumento delle spese del viaggio potrebbero scoraggiare i nuovi arrivi. D’altra parte, se non lo facciamo in quest’epoca di assalto turistico all’Italia quando mai? Se non ora quando?

Criptica la Santanchè che ha commentato “Non tutte le tasse sono tasse”. Certo nessuno crede che gli introiti verranno utilizzati per migliorare il soggiorno dei visitatori, o alleggerire il loro peso sulla popolazione delle grandi città, come vorrebbe la legge attuale che parla espressamente di spendere questi denari, per esempio, per le informazioni multilingue o per la manutenzione dei siti turistici.

Specifica il Financial Times che, con le regole attuali, nel 2019, ultimo anno prima della pandemia, circa 1200 comuni hanno raccolto un totale di 470 milioni di euro in tasse di soggiorno; cifra aumentata a 775 milioni nel 2023 dopo che il governo Meloni ha consentito alle destinazioni più popolari di portare i massimali a dieci euro

La proposta attuale, che Financial Times scrive di avere visionato, mantiene i 5 euro massimi per le camere d’albergo fino a 100 euro a notte fino a 25, come si diceva ma, tranquilli, solo per le camere che costano più di 750 euro a notte. Per quelle tra i 100 e i 400, le più utilizzate, il massimale sarà di 10 euro.

Tema sul quale anche le Figaro pubblica un articolo. Non altrettanto completo. Mi limito al titolo: “Overtourism, debito… Perchè l’Italia vuole aumentare la tassa di soggiorno fino a 25 euro”

https://www.lefigaro.fr/flash-eco/surtourisme-endettement-pourquoi-l-italie-veut-augmenter-la-taxe-de-sejour-jusqu-a-25-euros-par-nuit-20240830

 

 

Passando all’agenda politica. Raffaele Fitto è sicuramente l’uomo di cui si parla. E Politico titola “L’Italia nomina Raffaele Fitto alla Commissione Europea”

Sempre politica. Sloboden Pečat dalla Macedonia del Nord: “Tajani: L’Italia è dalla parte dell’Ucraina ma non è in guerra con la Russia”

E sempre riguardo i contributi dell’Italia ai Paesi instabili, dalla Somalia Garowe On Line  titola “L’Italia rafforza la difesa della Somalia con la donazione di 4 elicotteri da combattimento Bell 412”

La quotidiana polemica di distrazione di massa per chiudere l’appuntamento di oggi. E’ l’Independent, da Londra, a riferire della “Piccola scuola italiana al centro dell’ultima bizzarra battaglia di guerra culturale”

Sentite un po’, nel podcast, su quali bazzeccole si peerdono i politici. Buon ascolto. Qui sotto trovate il player per l’ascolto del podcast