05 Nov Usciti dalla guerra senza una Norimberga. Ecco perché.
I conti con il nostro passato. Perchè in Italia non è mai esistito un Tribunale di Norimberga”?. Un sito brasiliano si pone la domanda e si dà una risposta e spiega coma mai nessun italiano sia stato condannato dopo al seconda guerra mondiale nonostante la ferocia dei crimini commessi.
Continuano gli svarioni sui testi scolastici di geografia. Da Budapest la denuncia che nella mappa pubblicata su un sussidiario di quarta elementare manca l’Ungheria.
L’Italia e le regole della strada. Un giornale britannico mette in guardia i suoi lettori dalle tipiche trappole italiane.
Una rapina da film. Diverte più all’estero che in Italia l’assalto alla DHL di Piacenza con camion in fiamme e chiodi a tre punte.
Archeologia. Scoperto un tempio nabateo nelle acque prospicienti Pozzuoli.
“Perché in Italia non è mai esistito un Tribunale di Norimberga?”. Ve lo siete mai chiesti? Perché a differenza di quanto accaduto in Germania e in Giappone i criminali di guerra italiani nono sono mai stati perseguiti nonostante l’Italia fosse il terzo socio, diciamo, dell’asse Roma-Berlino-Tokio? Perchè gli alleati lasciarono correre, nel dopoguerra, le nefandezze degli Italiani?
Se non ve lo siete mai chiesti voi sappiate che una risposta l’ha cercata, in questi ultimi giorni in un curioso articolo il sito brasiliano “Mega Curioso”, uno di quelli che lavorano soprattutto con le notizie diffuse tramite smartphone.
Dunque: dopo la fine della seconda guerra mondiale una serie di tribunali militari furono istituiti contro i membri della leadership della Germania Nazista. I cosiddetti processi di Norimberga portarono a 200 sentenze capitali e 279 ergastoli. Processi analoghi furono condotti a Tokyo fra il 1946 e il 1948 e portarono alla sbarra 28 imputati. Processi promossi dagli Alleati, le forze che la guerra la vinsero. E quindi la domanda che sorge spontanea è: perchè non l’Italia?
Le forze di sicurezza e le milizie fasciste italiane commisero atrocità non inferiori a quelle dei tedeschi e dei giapponesi ma una Norimberga Italiana non è mai esistita. Dopo l’entrata nella seconda guerra mondiale le truppe italiane parteciparono all’invasione di diversi territori in Grecia, in Jugoslavia, nell’Africa Nord Orientale nonché nell’Unione Sovietica. E in tutti questi luoghi commisero crimini di guerra contro combattenti e civili. In Libia, ad esempio, le vittime per mano nostra non furono meno di 83mila..
Tutto questo gli alleati lo sapevano bene e consideravano gli Italiani criminali di guerra tanto quanto Tedeschi e giapponesi. Basti pensare che per la Commissione per i Crimini di guerra delle Nazioni Unite creata nel 1943 gli italiani identificati come criminali di guerra furono 1200 circa.
Da noi però – commenta l’articolo brasiliano – ci fu il 1943, con l’armistizio dell’8 settembre con il quale il governo italiano di Badoglio si arrese agli Alleati e ciò che ne seguì tra la nascita della Repubblica sociale, quella della Resistenza, poi la Liberazione fu dal punto di vista diplomatico un grande pasticcio. Se ci fosse stato un tribunale per crimini di guerra, un eventuale governo italiano del dopoguerra sarebbe potuto comparire in aula sia come imputato sia come vittima; pertanto fu deciso che tutte le forze alleate non avrebbero dovuto arrestare nessun sospettato di crimini di guerra in Italia, Paese che anche per questo i conti col suo passato fascista non li ha mai fatti. E a questo punto nemmeno li farà più.
E dopo la storia la geografia. per quanto riguarda la sintesi, e i titoli, delle altre notizie nel podcast di oggi da un articolo di Hungarian Conservative, sito di Budapest, apprendiamo che “in un libro di testo italiano di geografia di quarta elementare, l’Ungheria non esiste”.
Ignorando per un giorno economia e politica passiamo c’è un articolo del britannico Express che indica ai suoi lettori “Che cosa non fare mai durante una vacanza in Italia” se si decide di noleggiare un’automobile.
Per la cronaca in queste ultime ore incuriosisce molto la stampa estera, soprattutto quella tedesca, la mega rapina in un capannone della DHL a Piacenza. Der Standard titola “Attacco da film al magazzino DHL in Italia”.
Archeologia. Il Jerusalem Post dedica un articolo alla “Scoperta di un tempo nabateo sommerso al largo della costa italiana”. I Nabatei furono un popolo di commercianti dell’Asia antica.
Per chiudere. Chi di voi ricorda l’enorme coniglio rosa impagliato, lungo 60 metri, che in un lontano giorno del 2005 venne fatto trovare, come un giocattolo abbandonato, nella valle piemontese di Artesina, sulle pendici del Monte Fava?
A ricordarcelo ci pensa la redazione argentina di InfoBae. Sentite un po’… A domani