Variety: nubi nere sul Festival di Venezia

Variety: nubi nere sul Festival di Venezia

Variety, lo storico settimanale americano di cinema e spettacolo, lancia l’allarme: mentre l’Italia va sempre più a destra, il futuro del direttore artistiva del Festival di Venezia, Alberto Barbera, è a rischio.

E’ questa una delle notizie che trovate nel Ristretto Italiano di oggi e che racconta di come l’industria dell’intrattenimento europeo si interroghi sul proprio futuro;  le destre che hanno preso il potere  in Italia, nei Paesi Bassi e guadagnano terreno in tutta l’Unione e questo potrebbe trasformarsi in un’involuzione per la libertà di espressione.

Pur negando qualsiasi forma di nostalgia per il fascismo, scrive Variety, il governo italiano si è mosso da subito per esercitare la propria influenza all’interno delle istituzioni culturali, dalla Rai al Centro Sperimentale di Cinematografia, dal Maxxi alla Biennale. Inoltre pare che il ministro della cultura pensi di mettere mano anche all’Accademia che assegna i David di Donatello.

Adesso gli occhi sono tutti puntati su ciò che si profila sul Festival di Venezia, uno dei massimi eventi cinematografici globali, dopo l’edizione del 2024. Questo sarà il punto cruciale del conflitto fra politica e arte in Italia, conclude la celebre rivista holliwoodiana, e Venezia è l’arena culturale dove il governo Meloni mostrerà al mondo la sua vera faccia.

3 febbraio, sabato, buongiorno. Dopo giorni di polemiche fra Stellantis e il governo italiano la querelle, che ha visto scendere in campo la stessa Giorgia Meloni, sembra essere arrivata a una svolta.  Il governo ha annunciato incentivi  per poco meno di un miliardo di euro nonché la possibilità di entrare con una partecipazione in Stellantis.

Notizia che, con queste novità, diventa di portata internazionale e della quale si occupano le maggiori testate internazionale.

Come Reuters che titola “L’Italia potrebbe investire nel produttore Fiat-Stellantis, dice il ministro”. Articolo, questo dell’agenzia di stampa britannica, che aiuta a capire in modo chiaro tutte le dinamiche del confronto.

Stesso argomento in evidenza anche su Barron’s, il settimanale del Wall Street Journal, che titola “L’Italia presenta un piano di quasi un miliardo di euro per promuovere le auto più pulite

E infine, passando per la Francia, parte in causa, c’è Le Figaro che scrive “L’Italia annuncia quasi un miliardo di euro di aiuti per le auto meno inquinanti

Chiuso con l’auto, rimanendo alle iniziative governative l’austriaco Der Standard riprende l’idea del viceministro delle finanze, Maurizio Leo, di stanare gli evasori fiscali anche tramite i social. Titolo: “Vacanze alle Maldive? La Meloni intraprende azioni creative contro gli evasori fiscali”. I dettagli li trovate ascoltando il podcast tramite il player a fondo pagina. Chissà se poi davvero la Meloni sapesse di questa idea e se, sapendo, approvi.

Dopo Fleximan in Italia arriva Dossoman. In poche parole non se ne può più. Come titola il Guardian: “Ai vandali degli Autovelox ora si uniscono i sabotatori dei dossi”

Caso Ilaria Salis. Ungheresi sempre più coi nervi tesi per il clamore mediatico sollevato dalle immagini riprese all’udienza dell’Italiana in carcere a Budapest.  Associated Press, in merito, titola “L’Ungheria difende il trattamento riservato all’attivista antifascista italiana, affermando che la sinistra vuole danneggiare i legami fra Italia e Ungheria”.

A questo punto non resta che ascoltare l’episodio odierno di Ristretto Italiano