14 Lug Via dalla Russia: Meloni la spunta su Unicredit
Governo, Unicredit e la scalata su BPM: primo round a Giorgia Meloni. Il TAR conforma l’obbligo per la banca milanese di abbandonare la Russia per potere completare l’acquisizione. Ma restano i dubbi sul futuro della fusione.
Ferrero conquista Kellogg. Nutella e cereali uniti in una delle più grandi operazioni del settore alimentare del 2025. Giovanni Ferrero, sesto miliardario più ricco del mondo, guida l’espansione dell’azienda dolciaria italiana con 19 acquisizioni da quando è presidente.
Italia verso l’uscita dalla procedura di deficit. Dovremmo tornare al di sotto del tre per cento del rapporto deficit – pil entro la fine dell’anno evitando sanzioni e nuove tasse.
Meloni e la leadership italiana sulla scena internazionale. Da leader guardata con sospetto a protagonista della diplomazia globale.
Notizia d’apertura: nel braccio di ferro tra governo e Unicredit, per la scalata a BPM, Giorgia Meloni vince il primo round. Quei cattivoni dei giudici per una volta le hanno dato ragione. Come titola Financial Times: “Il tribunale italiano conferma che Unicredit deve uscire dalla Russia per completare l’acquisizione di BPM”, uno dei principali gruppi bancari italiani.
Per capire meglio ci facciamo aiutare da Politico che sullo stesso tema titola “Il tribunale italiano concede a Meloni una vittoria parziale nella battaglia sulla funzione bancaria Unicredit”. Dopo la sentenza resta incerto il futuro della controversa offerta pubblica di acquisto di Unicredit su BPM.
Sentenza di sabato per la quale – come scrive la redazione brussellese della rivista geopolitica americana – Meloni ha ottenuto una vittoria qualificata col il TAR che ha sostenuto gli sforzi del suo governo per contrastare una controversa fusione bancaria.
Una sentenza che allo stesso tempo lascia però molti interrogativi senza risposta in una complicata battaglia politica che coinvolge la seconda banca italiana, il governo italiano e la Commissione di Bruxelles.
Riepilogando: all’inizio di quest’anno l’Italia ha utilizzato i poteri di controllo dei grandi investimenti – il golden power – per imporre condizioni particolarmente severe alla scalata di UniCredit su BPM. Al che Unicredit ha fatto ricorso sostenendo che le condizioni sono di fatto sproporzionate e le impediscono di concludere l’affare. E sabato la Corte ha deciso che due delle condizioni restano (titoli e ritiro dalla Russia entro inizio 2026) mentre sulle altre due condizioni (rapporto prestiti/depositi e project financing) ha invitato il governo a rivedere le condizioni.
Contenti, molto, Meloni e Giorgetti che vedono confermata la liceità dell’utilizzo del golden power in casi come questo; sorpresa a Bruxelles che sulla stesso questione ha annunciato – come del resto abbiamo ripetuto più volte anche qui a Ristretto Italiano – una procedura di infrazione.
Al momento in cui questo podcast esce Unicredit non ha ancora commentato la notizia mentre si avvicina la data del prendere o lasciare del 23 luglio.
Altra notizia italiana di grandissima rilevanza internazionale, che tanta stampa ha commentato durante il weekend è quello di una delle più iconiche industria americane, la Kellogg finita in mani italiane.
“Ferrero acquisisce WK Kellogg in un accordo che unisce caramelle e cereali”, titola il New York Times
Stesso argomento per Forbes che focalizza il proprio articolo sull’uomo Ferrero: “Incontro con il miliardario italiano che sta dietro l’accordo da 3,1 miliardi tra Ferrero e Kellogg”
Chiudiamo l’argomento Ferrero – Kellogg con “The Detroit News” che rassicura i suoi lettori confermando che “La sede centrale della Kellogg rimarrà nel Michigan, a Battle Creek”
Ancora politiche commerciali. Dazi. Stati Uniti, Europa, Italia. Dall’Argentina La Nacion titola “L’Italia mette in guardia dall’assurdità di una guerra commerciale e chiede buona volontà per un accordo tra UE e Stati Uniti.“
Tutto questo mentre, questa volta dalla Spagna, da El Debate, giunge l’analisi su “Come Giorgia Meloni è diventata l’epicentro della diplomazia globale”.
Ultima notizia di un Ristretto Italiano tutto incentrato sulla nostra politica economica. Qui è Reuters a dare la notizia che “L’Italia potrà uscire dalla procedura di deficit eccessivo nel 2026, in anticipo rispetto al previsto”.
Per oggi non c’è altro. Ci sentiamo nuovamente domani