Zelensky o Trump? La scelta di Giorgia

Zelensky o Trump? La scelta di Giorgia

 

Giorgia Meloni assente al G7 per il terzo anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina. Una scelta strategica? Un articolo del Financial Times sottolinea la difficile situazione in cui si trova la nostra premier divisa fra il sostegno di sempre a Zelensky e la nuova amicizia con Trump.

Oprah in Italia per non respirare la stessa aria che respira Elon Musk? Solo una bufala per lo storico sito americano di debunkng Snopes.

Dalla mafia alla solidarietà: la villa confiscata al boss diventa un centro di accoglienza per famiglie povere. Continua con successo, in Italia, la consegna alla società civile dei beni confiscati alle mafie.

I miei sogni li voglio vivere a modo mio. Olly preferisce il tour alla gloria e dice no all’Eurovision. A metà maggio sul palco di Basilea salirà Lucio Corsi, secondo piazzato a Sanremo

 

 

“L’Italiana Giorgia Meloni è combattuta tra sostenere l’Ucraina e compiacere Donald Trump”. E’ questo il titolo del Financial Times col quale apriamo il Ristretto Italiano di oggi. Oggi 24 febbraio, terzo anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina. Se ancora si può dire in quanto, da quando Trump ha preso così brutalmente le distanze da Kiev e dal suo presidente Zelensky, dire che l’Ucraina è stata aggredita diventa improvvisamente più difficile anche per l’amica italiana Giorgia. Ed è proprio su questo che è incentrato l’articolo del Financial Times. Il difficile equilibrio sta proprio qui.

Per cominciare Giorgia Meloni oggi non parteciperà alla videoconferenza delle 14 convocata dal G7 per celebrare il terzo anniversario dell’invasione di Kiev. Ufficialmente per un incontro fissato in precedenza con lo sceicco presidente degli Emirati Arabi lei ha delegato Tajani. Da fervente sostenitrice di Zelensky per tutti questi anni rischierebbe improvvisamente di irritare il nuovo e più importante alleato Trump e l’altro amico di sempre Musk.

Meloni sta facendo le acrobazie sul filo – scrive il quotidiano finanziario della City – Non può voltare le spalle all’Ucraina perchè ha esagerato nel sostenere Kiev e Zelensky. D’altra parte non può, ora come ora, fare alcun tipo di critica a Trump che Zelensky lo ha attaccato così duramente.

Saltare la chiamata del G7 significa guadagnare tempo prima di dovere scegliere da che parte stare. Intanto in Europa molti leader sono scossi dall’astio personale di Trump nei confronti del presidente ucraino, e del suo sostegno al presidente russo Putin. Dietro tutto ciò pare esserci un’ostilità difficilmente nascondibile verso l’Europa che, secondo la sua Amministrazione, sta reprimendo le voci di destra e non rispetta più gli stessi valori degli Stati Uniti. Altra ragione per cui Meloni si trova sempre più fra l’incudine e il martello.

Mentre la settimana scorsa i leader di Francia, Regno Unito e Germania si sono schierati in difesa di Zelensky lei ha mantenuto un silenzio studiato. Alla riunione d’emergenza convocata da Macron a Parigi lei è andata lamentandosi di un format che inizialmente escludeva la maggior parte delle nazioni della UE direttamente minacciate dalla Russia. Lei pensa ancora – continua il Financial Times – che la relazione speciale che ha costruito con Trump e Musk possa avere più valore della sua relazione con gli alleati europei. Se un tempo poteva illudersi di diventare, lei, il ponte fra USA e Europa oggi se lo può dimenticare. In questo momento non, può che scegliere se di qua o di là. Non con entrambi.

Meloni è prima di tutto l’Italia, e una persona che è prima di tutto l’Italia non può che dire che il rapporto con gli Stati Uniti è la cosa più importante e certamente supera qualsiasi interesse italiano in Ucraina. Sicuramente si schiererà con Trump. Qualunque cosa accada. Non si esporrà rischiando quel rapporto per il bene dell’Europa”

 

Di Meloni e di Trump scrive anche El Mundo dal lontano El Salvador. Titolo dell’articolo “Trump non abbandonerà l’Europa, dice il premier italiano” Giorgia Meloni sostiene che la battaglia politica è per i valori conservatori del mondo occidentale.

Qualcuno di voi avrà forse sentito, nei giorni scorsi, la notizia secondo cui Oprah Winfrey, la potente conduttrice televisiva americana, aveva dichiarato che avrebbe chiuso lo show e si sarebbe trasferita in Italia per non dover più respirare la stessa aria che respira Elon Musk. Ecco gli sviluppi

Continua intanto l’apprensione per la salute del Pontefice e si moltiplicano da tutto il mondo gli articoli che seguono gli sviluppi sanitari minuto per minuto.

Tra i tanti cito, oggi, il quotidiano francese di Montpellier Midi Libre che dedica un articolo a Sergio Alfieri, il medico che dà quotidianamente notizie di Papa Francesco.

“Italia. La villa del boss mafioso trasformata in residenza per famiglie povere”. E’ da Europe 1, storica radio parigina, che è stato trasmesso un servizio su questo aspetto poco conosciuto della lotta alle mafie in Italia, ovvero la restituzione alla comunità dei beni confiscati ai criminali.

Per chiudere. Ragionavamo, nei giorni del Festival di Sanremo, di come e di quando questo evento musicale abbia acquisito, negli ultimissimi anni, un peso riconosciuto a livello internazionale. E devo dire che io stesso, che per tanti anni mi sono occupato direttamente delle cronache da Sanremo, non avrei mai immaginato che la notizia della rinuncia del cantante Olly all’Eurovision fosse ripresa da così tante testate europee. E dire ‘tante’ non basta se fra queste c’è anche l’autorevolissima Frankfurter Allgemeine. Titolo: “Il vincitore di Sanremo, Olly, decide di non partecipare all’Eurovision”

Riproducendo il podcast vi racconteremo tutto. Buon ascolto e a domano